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VIDEO. Una seconda vita da proteggere dopo l’incidente: il trasaccano Simone Oddi fa di nuovo il primo passo nella felicità

[KGVID poster=”http://www.infomedianews.it/wp-content/uploads/2017/04/26_04_17_INT_INTEGRALE_SIMONE_thumb173.jpg” width=”640″ height=”360″]http://www.infomedianews.it/video/26_04_17_INT_INTEGRALE_SIMONE.mp4[/KGVID] C’è un legame sottilissimo, una sorta di filo conduttore debolissimo ma evidente, che connette tra di loro la Grande Resistenza alla Piccola Resistenza, quella interna dell’anima, quella più intima: una resistenza che ha comunque combattuto una guerra feroce, per il bene sommo della vita.

Simone Oddi, 47enne di Trasacco, gran lavoratore e buono di cuore, è rimasto gravemente colpito da un terribile incidente stradale avvenuto più di un anno fa, esattamente il 20 aprile del 2016. Oggi, a distanza di tempo e di tanto sacrificio, l’amputazione dell’arto destro pesa un po’ meno di prima, anche perché, al suo posto, vige la materializzazione di una protesi, utile per tornare a camminare di nuovo. Ai colpi secchi della vita, quindi, si deve corrispondere con altrettanti colpi secchi di reni, con alzate di testa, con atti di coraggio immane.

Simone Oddi è papà di due figli, di un bimbo di appena 11 anni e di una ragazza di 19 anni d’età. E quando li scruta con i suoi due occhi, dopo aver attraversato con la sedia a rotelle il camminamento di casa sua, si evince, in quell’immagine, davvero la bellezza dell’attaccamento all’esistenza.

Il rustico di fianco all’abitazione, lasciato a metà per colpa del tempo rubato dall’incidente stradale, non smette, ancora oggi, di essere utilizzato per le grandi tavolate e rimpatriate di famiglia e di amici. Oggi c’è la speranza della protesi a scaldare il tetto della sua opera costruttiva, realizzata di sana pianta con le sue stesse mani. Il 20 aprile del 2017, infatti, c’è stata, nella vita di Simone, un’altra svolta. «Esattamente ad un anno di distanza dall’impatto – dice – mi hanno consegnato al C.T.O. di Roma (Centro Traumatologico Ortopedico) la protesi ed ho incominciato, allora, a compiere un primo passo, di nuovo, dopo tanto tempo. Giusto ad un anno di distanza dall’incidente, lo spalancarsi di una seconda vita: è stato emozionante veramente».

 

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