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VIDEO. Garante dei Detenuti, verso l’elezione: «Ciascun consigliere ha votato secondo coscienza, sbagliate le critiche»

[KGVID poster=”http://www.infomedianews.it/wp-content/uploads/2017/09/29_08_1720DI20NICOLA20GARANTE20DETENUTI_thumb40.jpg” width=”640″ height=”360″]http://www.infomedianews.it/video/29_08_17%20DI%20NICOLA%20GARANTE%20DETENUTI.mp4[/KGVID] Garante dei Detenuti, capitolo secondo.

Ad una sola settimana circa di distanza dal prossimo Consiglio regionale d’Abruzzo, previsto per la metà del mese di settembre e che dovrebbe sancire una volta per tutte l’elezione della figura posta a tutela delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale, si accende il dibattito sul Quorum prescelto. Esso, infatti, dovrebbe portare ad uno snellimento effettivo delle pratiche atte a percorrere in maniera più abile il selciato verso la nomina finale. Il nome di eco della radicale Rita Bernardini pare essere il soggetto di punta. Malumori, però, lungo i corridoi.

«Quando ci siamo recati in Consiglio regionale – afferma ai nostri microfoni il consigliere Maurizio Di Nicola, presidente della Commissione Bilancio in Regione Abruzzo – per votare sulla figura del Garante, ciascuno dei consiglieri ha avuto la possibilità di esprimere liberamente il proprio voto e, se si guardassero gli esiti delle elezioni già svolte, si scoprirebbe che la Maggioranza politica non ha votato con compattezza la Bernardini. Questo vuol dire che ciascun consigliere ha votato secondo coscienza, come è giusto che sia. Ma a maggior ragione se così è, ossia se la Maggioranza che deve eleggere il Garante viene fuori dall’espressione di una Maggioranza di persone singole, ossia di Consiglieri regionali in quanto individui che si sono espressi e che si sono sganciati da mere logiche politiche – quindi privi di abiti cuciti da maggioranze e minoranze in seno al Consiglio regionale – torna allora necessario, a questo punto, arrivare ad individuare una persona che sarà quella ritenuta adatta da una maggioranza assoluta. Credo, quindi, che siano sbagliate anche le critiche che ho sentito e che ho letto sul fatto che andrebbe annullata la procedura e riniziata da capo, perché non è stata cambiata affatto, nel corso dell’iter procedimentale, una regola che attiene alla modalità di selezione in senso stretto; si è solo detto, infatti, che l’esigenza di individuare un garante e di nominarlo debba prevalere sull’esigenza di un’ampia partecipazione dal punto di vista numerico in questa scelta: una situazione che non può essere censurabile».

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