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Valle Majelama, Monte Magnola senza rimborso per gatto nevi

Pietrucci (Pd): "Una delle cose ancora incompiute è risarcire la società Monte Magnola Impianti che aveva messo a disposizione il mezzo"

Tragedia Velino, recuperati resti gatto delle nevi precipitato

“Quando avvengono le tragedie, esprimere dolore e solidarietà è un segno di sensibilità e correttezza. Assumersi – in quei frangenti e sempre – le proprie responsabilità istituzionali è un dovere pubblico, un segno di onestà intellettuale e di rispetto verso tutti. Penso alla tragedia che si consumò sul Velino oltre un anno fa quando, travolti da una valanga nella Valle Majelama morirono Tonino Durante, 60 anni, GianMauro Frabotta, 33, Gianmarco Degni, 26 e Valeria Mella, 25, I loro corpi furono ritrovati dopo tre settimane di operazioni di ricerca senza sosta.

Tra i vari tentativi messi in atto dalla macchina dei soccorsi, si cercò anche di utilizzare un gatto delle nevi che però, durante il trasporto in elicottero, dovette essere sganciato, precipitò e andò distrutto. Dopo quella disgrazia, che commosse l’Abruzzo e l’Italia, molto si è detto per potenziare la sicurezza in montagna, ma poco si è fatto. E una delle cose ancora incompiute è risarcire la società Monte Magnola Impianti che aveva messo a disposizione il mezzo“. Così il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.

“È davvero penoso – continua – dover leggere ancora di un contenzioso che si trascina da oltre un anno e che non si sarebbe mai dovuto verificare: anche per rispetto delle vittime e delle loro famiglie.

In quei giorni convulsi in cui si tentò di tutto, fu chiesto alla società di Ovindoli di mettere quel mezzo a disposizione della Protezione Civile regionale garantendo un risarcimento in caso di eventuali.
Anzi, denuncia il legale della società, “pretesero di avere il mezzo e ci furono una serie di pressioni esercitate anche da esponenti politici, il tutto ricostruito attraverso testimonianze e fotografie. La Regione si era impegnata a risarcire eventuali danni, ma le lettere inviate finora non hanno avuto alcun riscontro.”

Chi sono i politici o gli amministratori che fecero queste pressioni e queste promesse? Perché non si formalizzò un accordo? Per quale motivo la Regione si rifiuta di onorare un impegno morale, politico e istituzionale così solenne, assunto pubblicamente in quei momenti di immensa commozione? Possibile che invece di spendere soldi per viaggi e missioni (dall’Expò di Dubai, agli Stati Uniti, alla BIT di Milano, al Vinitaly) o per finanziare il Napoli calcio, non si riesca a trovare i fondi per questo dovuto ristoro?

Questa Giunta, incapace di risolvere i problemi dell’Abruzzo, troverà almeno la dignità di rispondere alle legittime richieste, risparmiandoci – nel ricordo di quelle vittime della valanga – questa ulteriore coda di meschina inefficienza?”

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