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Uno scorcio di paesaggio marsicano da assaggiare: la Croccante di Forme, quest’anno, si trasforma nella casa di tutti

A Forme, forme diverse di creatività prendono forma. Al di là del gioco di parole in essere, la verità è una sola: nella Marsica d’Abruzzo, l’uomo non sarà ancora forse una leggenda, ma riesce a vivere ancora di leggende. Grazie alle tradizioni, infatti, gli uomini del posto non si dimenticano di essere degli uomini. A Forme, frazione di Massa D’Albe di appena 500 abitatori appassionati di genuinità, fra le pietre che si sono trasformate in case ed in chiese, torna, anche per quest’anno, l’appuntamento tipico e culturale con la ‘Sagra della Croccante’, una tradizione culinaria, appunto, che segnala l’artigianalità insita nel ben fare manuale degli uomini. Giunta alla sua XVI edizione nel 2016, anno dopo anno, la Sagra è riuscita a modellare in tantissimi modi differenti questo prelibato impasto assai caratteristico della zona marsicana, venuto fuori da un armonioso connubio goloso fra caramello cotto in pentola su gas e mandorle tostate a dovere. Per l’edizione di quest’anno, che si terrà il giorno 17 agosto prossimo, è prevista anche l’usuale rottura del dolce che scrocchia al palato, attraverso l’uso di un martello. A capo dell’organizzazione, un gruppo di diligenti uomini e donne del posto, che non accennano a far morire ancora questa antichissima usanza umana.

 

impaginato.aiDalle ore 19 di sera, quindi, il giorno 17 agosto, si svolgerà, nel centro storico di Forme, una nuova data della Croccante. Mani laboriose e sapienti hanno realizzato, ogni anni, sculture in Croccante che sono solite ripercorrere, nella loro effige, tappa dopo tappa, la storia del genio dell’uomo che supera sé stesso. Lo scorso anno, si è scelto di rappresentare in scala, in ossequio al memorabile Centenario del Sisma della Marsica, il Castello Piccolomini di Celano: un simbolo di resistenza al furore tellurico. Le sculture, vere e proprie opere d’arte commestibili, durante la serata del 17, potranno essere ammirate negli appositi stand collocati sul posto. Quest’anno, invece, si è scelto di riprodurre uno scorcio caratteristico di un’architettura rurale del paese: un piccolo, ma grande omaggio, questo, quindi, alla sagacia degli abitanti di Forme, che non si distaccano dalla vita del loro paese natale. Inoltre, i vari prodotti della gastronomia rurale e contadina, come pasta e fagioli, pasta alla pecorara, salsicce, spiedini e pecora ajo cotturo, tutti annaffiati amabilmente dal buon vino rigorosamente delle cantine d’Abruzzo, arricchiranno la serata di gruppo e di storia, la quale sarà musicata dai ‘Cantori Celanesi’. È vero: il tempo, oggi, sembra correre più all’impazzata rispetto al tempo di ieri. Come se, anche le ore, oggi, fossero divenute virtuali ed ammalate di social network. Ma le sagre, si sa, ossia queste splendide iniziative locali e culturali, come quella di Forme, ideata dall’Associazione ‘Quiss’e lle Forme’, guidata da Giancarla Di Teodoro in qualità di presidente, riportano i secondi ai minuti e la lentezza dei sorrisi umani ai loro padroni.

 

081337_26032014-1 (1)La Croccante di Forme viene fuori dalla maturazione lenta di una ricetta veloce e casalinga al tempo stesso: molto semplice negli gradienti, ma anche molto difficile nella preparazione manuale. Ogni anno, infatti, una produzione di circa 300 chilogrammi di dolce bolle in pentola, per così dire, in attesa dell’arrivo dei visitatori. La preparazione è prettamente ‘artigiana’: per girare il composto nel contenitore come si dovrebbe, si richiede, per la sua difficoltà imponente, l’aiuto alla popolazione maschile formese. Una volta cotto, il caramello, poi, viene inglobato alle mandorle e viene steso sulle spianatoie: a questo punto, incomincia la vera e propria ‘operazione chirurgica’ della Croccante, artefatta, ancora una volta, dalle donne del paese; la quale si sostanzia unicamente di un accurato taglia e cuci. La Sagra della Croccante è, senza dubbio, uno degli eventi più importanti dell’estate marsicana accaldata, capace di richiamare, ogni anno, almeno diecimila turisti da ogni dove. Dopo il rito del ‘martelletto’, pezzi golosi di Croccante appena ‘sfornata’, strappati, come d’usanza, dalla scultura di punta, vengono venduti ai turisti lì presenti, pezzo per pezzo. Anche Papa Francesco è un fan numero uno della Croccante di Forme. In questa foto accanto, risalente all’anno 2015, infatti, il Sommo ma Umile Pontefice, in un gesto estremo di ammirazione, contempla il dono della ‘Basilica di San Pietro’ realizzata completamente in Croccante. Un omaggio, questo, che le donne dell’Associazione formese locale culturale hanno voluto fortemente e condotto sino alla capitale romana, quando vennero ricevute in udienza dal Papa stesso. Croccante sì, ma non nel gusto. La dolcezza, in fondo, è solo una predisposizione dell’animo e della mente: lo stare bene assieme, ogni anno, per tutti gli anni, è ebbrezza allo stato puro. La Croccante è buona perché sa di radici.

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