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Turismo innevato: allarme default in Abruzzo

A Roccaraso e Rivisondoli è un pianto. Ogni anno, questo bacino turistico abruzzese ospita 4 milioni di turisti. Tutto il comparto sarebbe dovuto ripartire il 18 di gennaio, ma è stata una falsa - e sofferta - partenza.

Nulla di fatto, per chi vive di montagna, di sci e di speranze innevate. Il comparto delle piste da sci e dei bacini sciistici della Regione Abruzzo – così come nel resto dell’Italia “bianca” – non sono ripartiti, come si sperava in un primo momento, il 18 di gennaio. Una fetta economica che è, quindi, rimasta ferma al palo e che ancora rimarrà ferma per un po’. Il comprensorio di Roccaraso e di Rivisondoli, come si legge sull’Ansa, posto a 1.250 metri sugli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, è il più grande dell’Italia centro-meridionale e richiama ogni anno circa 4 milioni di turisti delle nevi.

Un bacino sciistico con 28 impianti di vario tipo, cinque cabinovie per circa cento chilometri di piste. In queste ultime settimane, è sceso giù dal cielo oltre un metro di neve: questo avrebbe sicuramente consentito un’ottima ripartenza. Ad oggi imprenditori, operatori turistici, albergatori devono ancora capire come salvare la stagione e porre le basi per un reale re-start innevato in Abruzzo.

Anche perché, in base alle ultime del Governo, gli impianti resteranno chiusi ancora per almeno un altro mese. Sindaci, imprenditori e operatori turistici lanciano l’allarme: potrebbe essere fallimento.

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