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Trasporti a scuola, Tua: “Perché non vaccinare gli autisti?”

Il Trasporto Pubblico Locale, secondo il presidente Giuliante, non ha mai fatto mancare la sua presenza, anche in zona rossa. Con la ripresa delle lezioni in classe, è aumentato il numero dei passeggeri. "Gli autisti dovrebbero essere considerati come categoria a rischio".

Carla Mannetti

La riapertura delle scuole in presenza ha aumentato il numero dei passeggeri del traporto pubblico locale pur con i limiti imposti dal DPCM.

Ha aumentato, perché il TPL in realtà non si è mai fermato: Rosso, Arancione o Giallo che fosse l’indicatore cromatico nelle “intemperanze” epidemiologiche.

“Il personale ha sempre garantito il diritto alla mobilità attraverso l’uso dei mezzi pubblici. – specifica il presidente Gianfranco Giuliante, di Tua – Ma proprio per questo quando si discute di vaccinazioni, riteniamo sia opportuno al pari di altre categorie, si prenda in considerazione l’inserimento del personale viaggiante tra quelle a maggior rischio e quindi da tutelare per il ruolo che svolgono che prevede i contatti, i più diffusi, con l’utenza del trasporto pubblico“.

“In considerazione che il momento impone delle scelte cogenti circa l’individuazione delle cosiddette categorie “fragili”, siamo certi che la sanità abruzzese vorrà determinarsi con un piano che preveda per gli operatori del TPL come soggetti da proteggere non solo per sé ma anche per il rapporto frequente che li vede lavorativamente contigui alla moltitudine di soggetti che decidono per l’utilizzo del mezzo di trasporto pubblico”, questa la conclusione.

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