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Trasacco, Lobene: “Io vergognarmi? Ho assistito solo a urla”

Si esprime sui social anche il primo cittadino di Trasacco, a seguito del fine settimana di dichiarazioni e dell'infuocata adunanza dei sindaci marsicani. "Ho partecipato all'Adunanza dei sindaci con l'intento di dare un contributo fattivo. Invece tutto si è fatto, tranne discutere su una bozza per il bene della collettività".

Alla fine, decide di esternare la sua posizione sui social, anche lui, il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, additato insieme ad altri 9 colleghi, come primo cittadino “ribelle” in fatto di richiesta di Commissariamento della Asl 1, punto tra i tanti contenuti nel Documento Salva-Marsica.

“In merito alla mia ferma “presa di posizione” unitamente ad altri Sindaci del territorio rispetto al documento cosiddetto “Salva Marsica”, ritengo doveroso precisare ai cittadini, per il senso di trasparenza e lealtà che mi contraddistinguono, il corredo motivazionale alla base della mia decisione. Ho partecipato all’adunanza dei Sindaci, con il chiaro intento di dare un fattivo contributo, a nome della Comunità che ho l’onore di rappresentare, teso ad individuare delle utili proposte, condivise da tutti, per dare risposte concrete ai problemi sanitari e supportare le strutture operanti in chiaro affanno”, scrive sul suo profilo social.

“Così, purtroppo non è stato! Invece di discutere, come Sindaci, sulla bozza proposta dal Sindaco di Avezzano e contenente nella quasi totalità il deliberato del consiglio comunale avezzanese, per arricchirla di ulteriori proposte e farla divenire di TUTTI, ho dovuto assistere ad una serie di interventi consistenti in urlate accuse al sistema ben lungi da uno spirito costruttivo. Avrei condiviso, certamente gran parte delle richieste proposte ed altre ne avrei aggiunte, a partire dalla valorizzazione della medicina del territorio e dei presidi di Pescina e Tagliacozzo strategici in questo particolare momento ma non certamente il “commissariamento” della Asl il quale, lo dico a gran voce, non serve in questo momento assolutamente a NULLA se non a creare ulteriore disordine e confusione”, aggiunge.

“Ho ritenuto, a quel punto, di abbandonare l’adunanza perché, ai miei cittadini, ai quali soli rispondo, non avrei dato adeguata voce per risolvere CONCRETAMENTE i problemi esistenti riservandomi di sollecitare, come ho fatto, il Sindaco Di Pangrazio a riconvocare una nuova adunanza in cui più che urlare si indichi, stavolta, in modo condiviso e partecipato la strada da seguire, acchè sia la strada di TUTTA la MARSICA e non di ALCUNI”.

“Non devo vergognarmi di nulla e soprattutto non prendo ordini da NESSUNO, ho il dovere di dare risposte alla mia gente ed è questa, e solo questa, la mia stella polare. Ci saranno momenti per fare fondate critiche, anche dure, al sistema sanitario che, evidentemente non funziona, ma che è frutto di mala gestio perdurante da anni e che coinvolge responsabilità diffuse e trasversali e non può certamente essere ascritta ad un Governo Regionale che da neanche due anni è al timone del comando.
Ai tanti cittadini e cittadine marsicani la polemica interessa poco oggi, in piena pandemia, hanno bisogno solo di assistenza e soccorso immediato”.

“Sosteneva il Grande filosofo e conterraneo Croce che “quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: tu sei abruzzese!” ed oggi, esattamente con questo spirito, sentiamoci autenticamente e fieramente marsicani ed uniamo le forze per superare ogni barriera e divisione per le nostre comunità!”, così conclude il sindaco.

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