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“Time to Care”: in Italia si cercano 1200 giovani

I giovani verranno impiegati nelle attività di supporto e assistenza alle persone anziane. Nel bando, vengono finanziati 88 progetti di pubblica assistenza. Progetto sperimentale Anpas.

È stato pubblicato il bando “Time to Care” per la selezione di circa 1.200 giovani under 35 da impiegare in tutta Italia nelle attività di supporto e assistenza alle persone anziane, anche a seguito dell’emergenza Covid-19.

Fabrizio Pregliasco
, presidente Anpas, dichiara: “Come abbiamo già avuto modo di sperimentare con i ragazzi in Servizio Civile tra marzo e maggio– spiega Pregliasco – tanti sono i giovani e le giovani che si sono messi spontaneamente a disposizione delle proprie comunità andando a sostenere proprio le persone più in difficoltà con entusiasmo e spirito di appartenenza. E i progetti bando si inserisce proprio in questo ambito coinvolgendo i ragazzi e allargando a molti altri la possibilità di continuare a crescere e contribuire alla ripresa”.

Nel bando sono stati finanziati 88 progetti delle pubbliche assistenze Anpas: sono 187 i posti disponibili nella rete ANPAS, per attività di assistenza domiciliare degli anziani, di “welfare leggero” o di assistenza da remoto (telefonica e online).

Ragazze e ragazzi possono presentare domanda entro e non oltre le ore 14:00 del 31 ottobre 2020.

Il progetto sperimentale “Time to care”, promosso dal Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale e dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, in collaborazione con il Forum del Terzo Settore, ha l’obiettivo di alleviare le conseguenze dell’emergenza epidemiologica Covid-19 sulla popolazione anziana favorendo la partecipazione dei giovani, che vivranno un’esperienza di 6 mesi.

Ad ogni giovane selezionato, sarà riconosciuto un assegno mensile pari a 375 euro netti, oltre i contributi previdenziali ed assistenziali, a seguito della sottoscrizione di un COCOCO con l’associazione ospitante. I giovani avranno una copertura assicurativa relativa ai rischi connessi allo svolgimento delle attività e saranno dotati di adeguati dispositivi di protezione individuale e riceveranno una formazione ad hoc per essere impiegati nelle azioni progettuali.

Al termine delle attività verrà loro rilasciato dall’Ente un attestato di riconoscimento delle competenze.

Fonte: Anpas.org

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