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Terremoto, Giovagnorio ricorda Don Giovanni Valente

Il ricordo del sindaco nel giorno dell'anniversario del sisma

105 anni fa il Terremoto della Marsica

Anche il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha dedicato un pensiero per i 106 anni dal sisma di Avezzano e della Marsica.

“Alle ore 7.48 del 13 gennaio 1915 un violentissimo terremoto colpì Avezzano e la Marsica causando quasi 30.000 vittime.

A distanza di 106 come si può dimenticare? Un affettuoso pensiero di preghiera e di suffragio va a tutti i morti di quell’immane catastrofe e a tutti coloro che sopravvivendo furono colpiti negli affetti più intimi e dovettero far fronte alle drammatiche difficoltà di una terra distrutta. Di queste persone superstiti ammiriamo il coraggio e la tenacia nella ricostruzione dalla quale è scaturita la prosperità e della nostra Marsica e il benessere di tutti noi.

Desidero anche ricordare, in questa occasione, la fulgida figura di Don Giovanni Valente, originario di Villa San Sebastiano (dove nacque il 28 febbraio 1877) che la mattina del 13 gennaio 1915, all’ora del sisma, stava celebrando la messa nella nostra Chiesa di San Francesco.

Terminò il rito, nonostante la scossa, e avuta subito notizia della distruzione di Avezzano vi si recò a prestare soccorso, operando nella zona intorno al Castello, nei pressi della Chiesa madre di San Giovanni Battista, della quale assunse il titolo di parroco dallo stesso 13 gennaio 1915 fino al 16 maggio del 1953, giorno della sua morte.

Dalle testimonianze e dalle cronache del tempo risulta infatti che Don Giovanni Valente fu uno dei primi ad accorrere ad Avezzano dove si distinse per l’opera altamente encomiabile che prestò per molti giorni, senza pause nè riposo, nell’intento di salvare il maggior numero possibile di vite.

Scavò tra le macerie, incoraggiò i superstiti e soccorse i feriti, come riportato da Mons. Marcello Bagnoli Vescovo dei Marsi. Non vi era iniziativa, opera di soccorso o comitato in cui Don Giovanni Valente non esercitasse un’azione propositiva.

Molte testimonianze riportano come non fosse raro vedere la veste sacerdotale e le mani del Parroco arrossate di macchie di sangue. Contribuì alla rinascita di Avezzano in quasi quarant’anni di attività pastorale che iniziò con i soccorsi e proseguì con la ricostruzione e con l’assistenza alla popolazione”.

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