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Simonelli: “Nessuna guerra contro L’Aquila”

"L'Aquila ha una classe politica che non ha mai abbassato la testa. Ciò che manca altrove da tempo è proprio questo: la presenza di una classe politica coesa".

Si esprime sulla questione legata alle ultime dichiarazioni del sindaco Gianni Di Pangrazio, in consiglio comunale, esternate anche in diretta streaming, il consigliere di Maggioranza Nello Simonelli. “Leggo di come si stia parlando di una “guerra” tra la Marsica e L’Aquila, mentre non c’è nulla di più falso. Tutelare la propria indipendenza nei confronti di altre realtà territoriali non è una dichiarazione di belligeranza, bensì un preciso dovere di chi ambisca ad ottemperare al proprio mandato e a tutelare la propria collettività. E’ un preciso dovere schierarsi al fianco delle ambizioni del tessuto lavorativo territoriale, delle necessità medico – sanitarie della popolazione avezzanese e marsa, delle richieste relative alla fornitura di servizi: sono battaglie cominciate negli anni ’70, non frutto di posizioni emerse negli ultimi 5 giorni. Stolto è chi prova a ridurle a ciò: manca di rispetto alla storia del proprio popolo”. Così è scritto in una nota stampa arrivata alla nostra Redazione.

“Non c’è una guerra in atto CONTRO L’Aquila, c’è una battaglia PER le proprie spettanze: L’Aquila, difatti, cui auguro di essere eletta Capitale della Cultura 2022 a fronte della sua bellezza e rilevanza nel contesto storico – culturale, ha l’indubbio pregio di avere una classe politica che non ha mai abbassato la testa e, seppur divisa nel gioco politico, è estremamente compatta nel riportare risultati nel miglior interesse della città. Ed è questa una sua grande e mirabile forza“.

“Ciò che manca da tempo altrove, infatti, è questo: la presenza di una classe politica coesa. Non è raro, infatti, che chi è incapace di produrre in proprio, per giochi di ripicche e di malcelata invidia, cerca continuamente di distruggere chi è intenzionato a costruire. E’ necessario che si facciano battaglie PER e mai CONTRO, PER la propria terra, PER la propria collettività, PER la speranza di un popolo, PER le generazioni future che vorranno abitare questo territorio, PER quelle presenti che lo abitano e PER quelle passate il cui insegnamento non può e non deve andare disperso”, aggiunge Simonelli.

“Costruire ponti è doveroso e necessario qualora vi siano volontà e possibilità. Qualora non vi sia né la prima né la seconda, è un preciso dovere di chi esercita un mandato fare il possibile ed anche l’impossibile per tutelare i propri cittadini: è una questione di amor proprio e DIGNITA'”.

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