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Sfruttamento della prostituzione: in manette tre cinesi

Vasto giro di prostituzione anche in Abruzzo

Sfruttamento della prostituzione: in manette tre cinesi

Reperivano appartamenti in varie località di Pescara, San Benedetto del Tronto, San Salvo e Sulmona, dove alcune giovani donne cinesi si prostituivano, con annunci su internet. Ieri sera i carabinieri della sezione operativa del Nor di Pescara hanno arrestato, su ordine di carcerazione emesso dal gip di Pescara Antonella di Carlo, K.D., 49 anni, K.Y., 52 anni, domiciliati a Chieti Scalo e M.D., 60 anni, domiciliato a Modena, tutti cinesi. Le accuse sono favoreggiamento e sfruttamento aggravato della prostituzione di giovani donne connazionali.

Le telefonate non giungevano direttamente alle meretrici, ma a una sorta di call center gestito proprio da K.D. e da K.Y., i quali, subito dopo, su altra utenza telefonica “dedicata”, contattavano la prostituta presente nel luogo di interesse (Pescara, San Salvo, Sulmona, San Benedetto del Tronto), per avvertirla della prestazione sessuale da effettuare, fornendole indicazioni sui prezzi da praticare, tenendo così il conto degli introiti da dividere al 50% con ciascuna ragazza. Da questo 50% venivano, inoltre, decurtate le spese affrontate per ogni prostituta a titolo di alimenti, farmaci e quant’altro di necessità. M.D., arrestato a Modena con l’accusa di favoreggiamento aggravato della prostituzione, risultava dal 2015 al 2019 locatario di ben 21 immobili in vari Comuni del centro-nord Italia, nonché amministratore di due società e titolare di un’impresa individuale afferente al mondo dei massaggi. Agli investigatori, inoltre, non è sfuggito un dato eclatante, ossia che dal 2011 è risultato saltuariamente assunto in varie società gestite da cinesi, ma con retribuzioni tali da non permettere il costo per l’affitto dei 21 appartamenti. Le prostitute dovevano chiedere il permessoanche per andare a fare ricariche telefoniche, oppure per acquistare alimenti. I proventi degli sfruttatori venivano portati in Cina, insieme ad orologi di marca Rolex e gioielli, oppure accreditati a complici attravero il money transfer. Al termine delle formalità la donna K.D. è stata associata al carcere di Chieti, K.Y. in quello di Pescara e M.D. in quello di Modena

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