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Sette anni fa moriva Pietro Taricone, ‘O Guerriero’ che amava volare

Sette anni. Tanto è il tempo trascorso dalla morte di Pietro Taricone, schiantatosi al suolo dopo un volo con il suo amato paracadute, la mattina del 28 giugno del 2010. Domani l’alba della triste ricorrenza, una pagina nera di una vita ancora giovane, piena di ambizioni e di sogni da realizzare e, soprattutto, colma d’amore, quello che Pietro, conosciuto da tutti come ‘O guerriero’, si era guadagnato semplicemente con la travolgente bellezza del suo genuino sorriso.

Pietro, un 35 enne originario di Trasacco, ma residente tra Frosinone e Caserta, era ormai avviato sulla strada del successo nel mondo dello spettacolo. Trampolino di lancio per una carriera da attore in ascesa era stata la Casa più famosa d’Italia, quella del reality show ‘Il Grande Fratello’, nel quale aveva partecipato conquistando il pubblico italiano con la sua veracità. La morte lo ha colto all’apice di una popolarità destinata a portarlo lontano, agevolata anche da una felicità familiare che lo aveva visto trovare l’amore, con la bellissima attrice polacca Kasia Smutniak, e diventare padre di una bellissima bambina, di nome Sophie.

La sua più grande passione, però, lo ha portato via all’affetto di tutti coloro che amavano la sua trasparenza e la sua innata simpatia. Proprio la mattina del 28 giugno ‘O guerriero’ aveva raggiunto l’aviosuperficie Alvaro Leonardi di Terni, negli occhi e nelle gambe la voglia di volare, di sollevarsi da terra, respirare aria fresca e libertà, per poi planare dolcemente al suolo ancora carico di un’elettricità che soltanto la sensazione di attraversare l’orizzonte di cielo e nuvole può regalare. All’improvviso l’impatto. Forte, inevitabile, inaspettato e, purtroppo, fatale.

Fratture multiple, arresto cardiaco ed emorragia interna, queste le complicanze occorse al giovane Pietro Taricone in seguito al drammatico incidente, avvenuto, come stabilito nell’ambito dell’inchiesta dal giudice Santoloci, per una manovra errata o, comunque, pericolosa. A nulla sono valsi i tentativi dei medici di salvargli la vita, maturati per nove lunghe ed interminabili ore all’interno di una delle sale operatorie  dell’Ospedale di Terni, dove il giovane è deceduto alle 2 e 30 del 29 giugno.

Pietro Taricone sette anni fa non ce l’ha fatta. Le conseguenze scaturite dal violento impatto col suolo non gli hanno permesso di riaprire gli occhi, per rivedere, magari, la sua piccola bambina, oggi divenuta una giovane donna. Non è bastato un volo maledetto, però, a mettere k.o. per sempre Pietro. L’affetto che provava per lui chi lo conosceva, anche solo per il tramite di una scatola televisiva, a sette anni dalla sua scomparsa resta immutato. Perché indelebile è la malinconica impronta del suo ricordo, forte, forse, almeno quanto lui.

 

 

 

Foto di: vitadamamma.com

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