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Saviano e Zerocalcare al Festival degli Incontri: è scontro con Biondi

La direttrice del Festival: «È censura politica», lui replica: «Il programma deve essere concordato»

Saviano al Festival degli Incontri: è scontro con Biondi

L’Aquila. Scontro accesso tra il sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, e la direttrice del Festival degli Incontri, Silvia Barbagallo. Ad alimentare la querelle la presenza, tra gli ospiti della rassegna, di Roberto Saviano e del fumettista Zerocalcare: «Il sindaco Biondi ha l’intenzione di condizionare il supporto operativo del Comune proponendo l’esclusione di alcuni ospiti a lui sgraditi, tra questi Roberto Saviano e Zerocalcare – ha dichiarato la Barbagallo – Chiede un bilanciamento politico del programma con nomi a lui graditi: è una censura politica sugli indirizzi culturali, segno di una visione autoritaria del rapporto tra politica e cultura».

«I soldi per il decennale li gestisce il Comune (l’evento è finanziato dal Mibac per il decennale del terremoto di L’Aquila, ndr), che li eroga all’Istituzione, il programma deve essere concordato con il Comune – replica il sindaco Biondi – Barbagallo poi al momento non la conosco. Venga e ragioni su un calendario plurale e inclusivo. Se vuole che il Comune eroghi i fondi, mi venga a trovare».

Sulla vicenda è intervenuto anche il neo Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che su Twitter ha parlato di cultura «libera da pressioni e interferenze politiche». Sul programma del Festival degli incontri a L’Aquila «non può e non deve esserci alcuna intromissione – ha proseguito il Ministro – né da parte del Mibac né da parte del Comune».
Dello stesso avviso è anche l’On. Stefania Pezzopane: «Il veto del sindaco di L’Aquila va respinto nel metodo e nel merito. Nel metodo, perché Biondi non ha alcun titolo per sindacare una scelta che spetta in piena autonomia alla direttrice artistica della manifestazione, Silvia Barbagallo. Ma anche nel merito, poiché il programma dell’evento ha avuto il via libera dei cinque saggi nominati d’intesa tra il ministero della Cultura e lo stesso comune».

A difesa di Biondi si schiera, invece, l’On. Gaetano Quagliarello, il quale smentisce la presenza di censire o indebite intromissioni nella vicenda ma sottolinea come « la programmazione culturale risponde a se stessa se impiega risorse proprie e impegna la propria responsabilità».

Accuse a Biondi di «scarso senso delle istituzioni, dei suoi compiti e delle sue prerogative» arrivano, infine, dal senatore abruzzese del M5S Primo Di Nicola.

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