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Rifiuti abbandonati alla pineta di Avezzano

Il presidente del WWF Abruzzo Montano, Antonello Santilli: «Lo stato in cui si trova la pineta è lo specchio della società avezzanese. Un inestimabile patrimonio della città che andrebbe maggiormente tutelata».

Rifiuti abbandonati alla pineta di Avezzano

Quante volte in questi mesi di lockdown ci siamo detti “la situazione in cui siamo stati catapultati a causa della diffusione del Coronavirus, ci renderà senz’altro persone migliori, che avranno più rispetto per se stessi e per ciò che li circonda”.

Questa era la speranza di molti, ma alcune cattive abitudini purtroppo non svaniscono mai.

Rifiuti abbandonati alla pineta di AvezzanoL’inciviltà non è scomparsa e l’attenzione per il nostro pianeta passa ancora una volta in secondo piano.

Ne sono un esempio i rifiuti gettati a terra nella pineta di Avezzano, una delle preziose aree verdi della città capofila marsicana, frequentata dai più piccoli ai più grandi, per fare sport o passare semplicemente del tempo libero immersi nel verde.

Buste vuote, bottiglie, lattine, residui probabilmente di serate fra ragazzi, abbandonate sul terreno nonostante la vicinanza ai cestini pubblici, distanti solo pochi centimetri.

Rifiuti abbandonati alla pineta di Avezzano«Lo stato in cui si trova la pineta è lo specchio della società avezzanese», commenta Antonello Santilli, presidente del WWF Abruzzo Montano.

«Le persone, purtroppo, da un lato non hanno senso civico e, dall’altro lato, l’amministrazione comunale non effettua i dovuti controlli. Da quando è finito il lockdown la pineta, in particolare, è diventata “terra di nessuno”. Ad ogni ora del giorno vi stazionano anziani, bambini, gruppi di giovani che non rispettano né le comuni norme di comportamento, né le specifiche disposizioni di distanziamento sociale. È un vero peccato perché è un inestimabile patrimonio della città e andrebbe maggiormente tutelata».

Lo stop che aveva fermato il mondo intero, aveva consentito alle aree verdi di tornare a respirare. La natura si stava lentamente riappropriando dei propri spazi.

Ma è bastato tornare alla quotidianità per sconvolgere tutto questo.

L’inciviltà e la maleducazione sono una malattia peggiore del Coronavirus, che ancora sta spaventando in questi giorni tutto il mondo. L’uomo sta dimostrando di non essere essenziale a questo pianeta, ne è solamente ospite e dovrebbe iniziare a portare più rispetto a tutto ciò che lo circonda.

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