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Ricorso Tekneko: “Noi abbiamo agito per la trasparenza”

Un ricorso dichiarato dal Tar, con una sentenza, come inammissibile. L'azienda Tekneko accetta, ma sottolinea: "Noi non vogliamo di certo entrare nelle diatribe politiche e comunali, cosa che non ci riguarda. Il ricorso era stato presentato per ristabilire una logica di trasparenza, visto che la normativa non prevede l'affidamento in house diretto".

Al centro delle ultime prese di posizione, anche in termini giuridici, l’affidamento della gestione del servizio di igiene urbana nel Comune di Balsorano.

L’Amministrazione guidata dal sindaco Antonella Buffone aveva optato per l’affidamento in house a Segen Spa, non avendo quindi promosso gare pubbliche. Tekneko, società operante per lo stesso settore in Abruzzo, Lazio e Puglia, aveva però presentato ricorso al Tar perché “la normativa non prevede l’affidamento diretto. E’ una pratica – afferma il responsabile delle relazioni esterne di Tekneko e rspp aziendale, Edoardo Addari – che non si usa più da tempo. Lungi da noi entrare nelle dinamiche della politica locale, le quali non ci interessano affatto. Il ricorso nasce dalla volontà della nostra azienda di ristabilire quello che noi consideriamo un principio di trasparenza dell’affidamento, connesso ad un assoluto risparmio oggettivo per la cittadinanza, poiché – aggiunge Addari – non dimentichiamoci che la gara è finalizzata a far vincere la migliore offerta sulla piazza al prezzo più economico, ribassato. Ci sarebbe stato un risparmio per le casse comunali pari al 15%”.

Il Comune di Balsorano, dal canto suo, come altri comuni della Valle Roveto, è socio di Segen (società partecipata). Relativamente al ricorso presentato da Tekneko, aveva ribadito in una nota come “questo abbia ottenuto il solo risultato di ritardare l’inizio del nuovo servizio di raccolta rifiuti e di obbligare il comune a sostenere inutili spese legali, il cui costo ricade su tutta la comunità di Balsorano”. Addari, però, sottolinea che la gara è una formula che sta alla base di tutto. “Non scordiamoci che in Abruzzo sta passando alla fase operativa il discorso legato alla nascita di Agir, ossia l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani; sarà lei ad occuparsi della stipulazione di contratti per il servizio di igiene urbana nelle Province. Una volta entrata in campo su scala regionale e provinciale, probabilmente tutti i contratti posti in essere fino ad allora, compresi i nostri, decadranno. Figuriamoci se sarà possibile da quel momento in poi dare credito ad affidamenti diretti per questioni così sensibili. L’Agir, in nome della trasparenza, diventerà l’unico gestore abruzzese”.

Dichiarato inammissibile il ricorso comunque presentato da Tekneko, l’azienda potrebbe a questo punto continuare per la sua strada e la sua filosofia di pensiero ricorrendo al piano superiore giuridico, ossia al Consiglio di Stato.

“Non so se percorreremo questa strada. – conclude Addari – A noi, dico la verità, non avrebbe fatto differenza avere un Comune in più sotto la nostra ala in termini economici. Il ricorso poggia su basi morali, se vogliamo, anzi etiche. La nostra linea è quella della trasparenza dei procedimenti e degli iter, strada che abbiamo sempre trovato condivisa nei Comuni in cui operiamo e lavoriamo. Anche per Cerchio, si è trattato della stessa cosa. Incassiamo, comunque, la decisone del Tribunale Amministrativo regionale e andiamo avanti. Certo, ci dispiace per la cittadinanza: in momento storici come questo che stiamo vivendo, un risparmio del 15% forse avrebbe fatto comodo a tutti”.

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