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Riciclaggio e commercio abusivo di oro: coinvolto anche l’Abruzzo

Conclusa la prima fase dell’operazione ‘Pietra Filosofale’ da parte della Guardia di Finanza di Bologna con l’esecuzione di 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 3 ai domiciliari in Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Basilicata, oltre a numerose perquisizioni locali e personali. Sono inoltre in fase di esecuzione quattro ‘mandati di arresto europei’ in Romania e Turchia.

 

 

 

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip presso il Tribunale di Bologna, Alberto Gamberini su richiesta del Procuratore della Repubblica Giuseppe Amato e del Sostituto Marco Forte. L’attività d’inchiesta riguarda un articolato sodalizio criminale per trasformare in oro i proventi di aziende cinesi con base in Toscana, per poi esportarlo all’estero tramite voli di linea e poi ripulirlo con un giro di bonifici internazionali.

 

 

Al centro dell’indagine un cittadini turco A.S.T., di 50 anni, incaricato della raccolta del denaro e dell’acquisto di oro da imprenditori del settore dell’oreficeria della provincia di Arezzo, poi il trasporto in Turchia, Grecia e Spagna. È stato più volte fermato in aeroporto a Bologna con il prezioso carico, ma non ha mai cessato l’attività chiedendo ai cinesi più denaro per compensare il mancato guadagno dei carichi intercettati. In diversi casi si è anche avvalso di collaboratori.

 

 

 

Una volta venduto l’oro nei paesi esteri il denaro confluiva in conti correnti aperti in Romania ed intestati al turco, che poi provvedeva a trasferirlo in banche del Regno Unito, su conti intestati agli imprenditori cinesi. Per gli indagati, in concorso o a vario titolo, le ipotesi di accusa sono associazione a delinquere, riciclaggio di proventi illeciti e ricettazione con l’aggravante del reato transnazionale.

 

 

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle bolognesi hanno sottoposto a sequestro oltre 70 chilogrammi di oro puro per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, nonché denaro contante per quasi 1,5 milioni di euro. Nel corso delle perquisizioni è stato inoltre rinvenuto denaro contante per oltre 260 mila euro, anche questo sottoposto a sequestro.

 

 

 

Fonte: Asipress

 

Foto di: veronasettegiorni.it

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