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Revocata convenzione con la Clinica L’Immacolata

Potrebbe seguire anche una sanzione per l'inadempienza della struttura sanitaria privata.

Covid, al via campagna di vaccinazione all'Immacolata

Si apre un ultimo scenario per la struttura privata dell’Immacolata, ipotizzato da alcuni, ma reputato come il peggiore da tutti. Una struttura che è stata al centro della cronaca negli ultimi tempi, una cronaca fatta di ricerca di posti etto, per decongestionare i reparti di Avezzano, di un Ospedale che doveva tornare Covid free. E’ stata revocata dalla Asl la convenzione sottoscritta con la Clinica il 2 dicembre scorso. Convenzione, di carta, che non ha potuto produrre alcun effetto tangibile, per mancanza di dirigenti medici, come raccontato dai nostri giornalisti qui.

Si ipotizza anche una sanzione per l’inadempienza. E’ il sindaco di Celano a dare l’annuncio, sui social, nella forma che sempre utilizza per informare la sua cittadinanza. “Io, da primo cittadino, prendo atto di quanto mi è stato comunicato dalla Asl – afferma ai nostri microfoni – certo, – aggiunge – in un contesto di grave emergenza come quella che stiamo vivendo nella Marsica, se vengono meno i requisiti di cura per i pazienti, posso capire le ragioni della scelta, che interrompe la convenzione (in realtà mai operativamente partita Ndr.) con la Clinica celanese“.

“Ho appena ricevuto la nota PROTOCOLLO 21571 del 14.12.2020 della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’aquila indirizzata alla struttura sanitaria Clinica L’Immacolata, e al Sindaco per conoscenza, che recita testualmente: vista la circostanza che la attuale disponibilità di medici risulta ridotta a numero 3 unità, appare evidente ed oggettiva l’assenza di garanzia degli standard organizzativi e di personale necessari ad assicurare la legittimità ed appropriatezza delle prestazioni sanitarie, ospedaliere ed ambulatoriali. Si ricorda che è responsabilità precipua dell’erogatore accreditato, nonché inderogabile obbligo di legge garantire tutti gli standard posti a presidio del mantenimento della qualità delle prestazioni e di conseguenza dell’autorizzazione all’esercizio, nonché all’accreditamento“, così si legge sul suo profilo social di Santilli.

“La situazione descritta nella nota in epigrafe riverbera i propri effetti sulla convenzione per la CURA DEI PAZIENTI COVID DA MEDICINA COVID, la quale pur non ancora operativa, è da intendersi risolta per inadempimento della Codesta Struttura. Ci si riserva comunque ogni valutazione in ordine al grave nocumento subito da questa Asl per effetto del grave inadempimento della convenzione”, così si legge nel protocollo.

La Asl parla di un grave danno ricevuto, attraverso la non disponibilità dei dirigenti medici in numero sufficiente per rendere operativa la stessa convenzione da 67 posti letto Covid. “Mi auguro che adesso – conclude Santilli – si trovi subito un’altra soluzione, per evitare di vedere i pazienti sostare sulle ambulanze di fronte all’Ospedale di Avezzano o nella tendostruttura, visto che si avvicinano i mesi freddi dell’inverno”.

Ma quali potrebbero essere le altre soluzioni? Ricordiamo che “parcheggiati” alla Nova Salus di Trasacco, ci sono altri 30 posti letto non contrattualizzati, per pazienti Covid. E poi ancora nessun discorso è stato messo in piedi con la clinica Ini di Canistro. Tra l’altro resta ferma al palo ancora la struttura pubblica sanitaria di Pescina, un ex Ospedale, nonostante il sindaco abbia più volte sollecitato la sua presa in considerazione.

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