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Primo Consiglio regionale, le parole del presidente Marsilio: «Le nostre strade? Turismo, welfare, politiche sanitarie e nuove opportunità nell’hi- tech»

Il discorso del presidente Marco Marsilio, ieri, alla prima seduta del Consiglio Regionale: «Nel rivolgere le mie felicitazioni al presidente del Consiglio Regionale, ai vice presidenti e ai consiglieri segretari per l’importante onere che si sono appena assunti e nell’augurare loro un lavoro proficuo nell’interesse della nostra regione, augurio che naturalmente estendo a tutti i consiglieri che compongono l’undicesima legislatura di quest’autorevole assemblea e nel ringraziare tutti i graditissimi ospiti che ci onorano oggi della loro presenza, le autorità politiche, civili, militari, religiose, i rappresentanti del mondo della cultura e dell’associazionismo, le tante personalità che non citerò personalmente non per scortesia ma solo per non rischiare di omettere alcuno, mi appresto a fornire le comunicazioni di rito concernenti i componenti della Giunta e le deleghe loro affidate, per poi passare alla presentazione del programma di governo».

«Con decreto numero 17 del 6 marzo, e successivo decreto di precisazioni, ho decretato che i componenti della Giunta sono i seguenti: Emanuele Imprudente, Vice Presidente della Giunta regionale; Piero Fioretti; Nicola Campitelli; Nicoletta Verì, Guido Quintino Liris e Mauro Febbo. Ai quali, nel dettaglio, ho affidato le seguenti deleghe: Emanuele Imprudente: Agricoltura, Caccia e Pesca – Parchi e Riserve Naturali, Sistema Idrico, Ambiente. Piero Fioretti: Lavoro, Formazione Professionale, Istruzione, Ricerca e Università, Politiche Sociali, Enti Locali e Polizia Locale. Nicola Campitelli: Urbanistica e Territorio, Demanio Marittimo, Paesaggi, Energia, Rifiuti. Nicoletta Verì: Salute, Famiglia e Pari Opportunità. Guido Quintino Liris: Bilancio, Aree Interne e del Cratere, Programmazione Restart, Sport Impiantistica Sportiva, Ragioneria, Patrimonio, Erp, Informatica, Sistemi Territoriali della Conoscenza, Personale, Controllo di Gestione, Enti Strumentali e Società partecipate. Mauro Febbo: Attività Produttive (Industria, Commercio e Artigianato), Turismo, Beni e Attività Culturali e di Spettacolo. Con decreto numero 18 del 6 marzo ho decretato di nominare il consigliere regionale Umberto D’Annuntiis quale Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, attribuendogli le seguenti funzioni: Trasporti pubblici locali, Mobilità, Lavori pubblici, Infrastrutture e Difesa del Suolo. Passo ora a illustrare il programma di governo nella consapevolezza che torneremo a confrontarci spesso su ogni singola questione, approfondendola con l’attenzione che merita la difficile condizione che sta vivendo l’Abruzzo. Mi limiterò a indicare sinteticamente le linee guida del programma senza scendere troppo nel dettaglio, cercando di ricentrare l’immagine dell’Abruzzo rivendicandone, per mezzo di una attenta pianificazione, la vocazione di regione europea, cerniera e luogo di intensi scambi commerciali e culturali tra il Nord ed il Sud, tra l’Ovest e l’Est. Lo faremo impegnandoci a riconquistare centimetro dopo centimetro la distanza che si è creata tra la nostra regione e le altre sul piano economico, sociale e della civile convivenza. Le campagne elettorale sortiscono un effetto “collaterale” che potremmo definire “divisivo”. Lo dico senza sottolineature polemiche, che suonerebbero stonate in questa occasione, ma come semplice constatazione. Si tratta quasi di una patologia che avvelena quello che dovrebbe essere un confronto tra proposte politico-amministrative alternative, trasformandolo in uno scontro in cui si finisce per cercare la scorciatoia della delegittimazione tout court dell’avversario politico. Oggi, con l’insediamento del consiglio regionale e l’inizio della nuova legislatura, auspico l’avvio di una nuova fase, in cui le contrapposizioni pregiudiziali, e finanche le diverse appartenenze politiche, sappiano all’occorrenza fare un passo indietro quando saranno in gioco provvedimenti determinanti per il futuro della nostra regione».

«Se molto ci divide, ricordiamoci che al contempo molto ci unisce, a partire dal primo obiettivo ineludibile: recuperare la fiducia dei tanti abruzzesi che anche stavolta non sono andati a votare, e la dignità dell’impegno politico, che ha un’unica unità di calcolo: la concretezza. Il nostro metodo di lavoro sarà improntato alla partecipazione, incentrato sul dialogo, con l’ampio coinvolgimento del ricco articolato sociale regionale, dalle forze politiche e sindacali alle organizzazioni di categoria, passando per la valorizzazione delle competenze dei Sindaci e dei rappresentanti degli Enti locali. Sono quattro i pilastri su cui intendiamo erigere la nostra idea di Abruzzo: modernizzazione delle infrastrutture, difesa del territorio, valorizzazione dei nostri prodotti e garanzia del benessere delle persone. Rigenerare fiducia nelle potenzialità dell’Abruzzo, stimolare gli operatori economici ad investire, attrarre nuove attività. Saranno determinanti, a tal fine, le misure di sburocratizzazione e snellimento della macchina regionale, che dovrà mettere al centro del proprio operato il soddisfacimento delle esigenze dei cittadini e delle imprese».

«Gli imprenditori saranno invitati a guardare all’Abruzzo con rinnovata attenzione e incentivati ad investire con specifiche misure di fiscalità di vantaggio, non per inseguirne il consenso – sia chiaro – ma nel comune interesse di creare ricchezza e nuovi posti di lavori. Un terzo dei nostri giovani, orgoglio della nostra terra, è costretto ogni anno a lasciare l’Abruzzo. Dai dati dello Svimez, in 15 anni sono 200mila i giovani laureati che abbiamo regalato al nord, 30 miliardi di capitale umano che perdiamo, 2 miliardi l’anno, una fuga di talenti che cercheremo di frenare subito, immettendo massicce dosi d’innovazione materiale e immateriale nel sistema-regione, migliorando le produzioni dal lato del valore aggiunto e creando nuove opportunità nell’hi- tech, nell’agroalimentare e nel turismo. Da riformulare sono le politiche sanitarie, anche grazie all’utilizzo diffuso delle nuove tecnologie, e il sistema regionale del welfare, dove le risorse si disperdono sovente in rivoli inefficaci se non clientelari».

Fonte: Regione Abruzzo

Foto di: Ekuonews.it

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