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Presentato fra le mura della Basilica il nuovo Comitato Feste Patronali di Trasacco 2017

La storia di una cittadina, a volte, si ferma lungo la via del pensiero, allo STOP del rinnovo. Come a dire che rinnovare, non significa espressamente buttare via il vecchio per far spazio a ciò che verrà, ma semplicemente vuol dire riannodare tutte le fila di una storia lunga ed avvincente, per dotarla, però, di un finale ancora più bello. A ciò servono le gambe, le braccia e le menti di un Comitato Feste Patronali: sotto il suo nome ed il suo blasone, vari concittadini si riuniscono assieme per formare una specie di altra famiglia, cosicché, anche per l’anno in corso, la vita del paese nativo possa ancora contare e dotarsi di altri eventi,  altre manifestazioni ed altre date da imprimere nella memoria.

 

Una di queste date, per la terra di Trasacco, è quella che coincide con il 31 di agosto: Festa canonica di San Cesidio, una tradizione, oramai, plurisecolare. Oggi, 8 dicembre, Ricorrenza dell’Immacolata Concezione, nella Basilica dedicata ai due martiri cristiani, è stato ‘battezzato’ il nuovo Comitato Feste. A capo di esso, composto, in totale da 12 persone, tutte di Trasacco, il presidente Angelo Salvi, che, nella vita fa l’operaio alla Fiamm. «Oggi c’è stata la presentazione ufficiale nella Basilica; il Comitato, invece, dal canto suo, si è costituito circa 20 giorni fa. – afferma – Dopo la sacra funzione della Messa, il parroco, Don Francesco, ci ha chiamato e ci ha presentato alla popolazione trasaccana. Da oggi, insomma, entriamo in carica noi, il nuovo Comitato Feste Patronali; un’esperienza unica, questa, che, credo, ogni cittadino dovrebbe fare, almeno una volta nella vita, per il bene proprio e del proprio paese». Il Comitato di quest’anno viene e proviene e da una Comitiva di amici: «cene insieme e feste tra le nostre rispettive famiglie non sono mai mancate, – avverte il presidente – quindi, tra di noi, ci conosciamo bene tutti. Ora affronteremo all’unisono quest’altra sfida: molto impegno e responsabilità ci aspettano, ma noi 13 ce la metteremo tutta per la buona riuscita di una ricorrenza storica di Trasacco: riunione dopo riunione, venderemo biglietti, esprimeremo desideri e realizzeremo sorprese». Il nuovo Comitato Feste, quindi, ha già voglia di stupire. «Per ora, intanto, – avvisa ancora Angelo Salvi – penseremo a cercare sponsor e a far stampare subito i biglietti: non vogliamo perdere nemmeno una briciola di tempo». Gli altri, ma non meno importanti membri sono: Stefano Ippoliti, Flavia Marconi, Barbara Ippoliti, Oreste Venditti, Francesco Ciofani, Marco Cosmi, Patrizio Esposito, Maria D’Amico, Gino Babusci, Mersia Angelini e Anna Marconi e Giuliano Salvi.

 

L’anima di un paese, in fondo, più viene dipinta da eventi e manifestazioni paesane, più rafforza il suo senso d’appartenenza. «Il Comitato Feste – spiega il presidente – si occupa di organizzare prettamente la Festa principale di Trasacco, quella dedicata ai suoi santi patroni e martiri; anche se, durante gli eventi del ‘Trasacco Agosto’, – calendario estivo di festeggiamenti caratteristici – il Comitato può anche prendere parte ad altre realizzazioni. Per ora, bisogna ancora scrivere nero su bianco le idee, ma, per il periodo natalizio, sicuramente, daremo vita a qualche bella celebrazione. Far parte di un Comitato Feste, infatti, significa far parte della vita intera del paese, che diventa quasi un’enorme famiglia».

 

Il ruolo del Comitato Feste Patronali si sposa con la ricerca dello spirito di sopravvivenza delle tradizioni autoctone.  Se non vi fossero, infatti, cittadini che vogliono continuare ad essere cittadini di un luogo a loro caro, non esisterebbero nemmeno il senso di famiglia, il senso di casa, il senso del bar delle rimpatriate o il senso del vicinato. Tutto il mondo è un paese e tutto il paese è un mondo da non dimenticare. «L’anno precedente, il Comitato si è dato molto da fare, totalizzando circa 25 mila biglietti venduti. Noi, quest’anno, vorremmo fare altrettanto per Trasacco, anzi vorremmo venderne almeno 50 mila: puntiamo al raddoppio, ma senza malizia o dissapori. Il Comitato viene ben visto in paese, anche perché – continua Angelo – si occupa e si preoccupa del suo divertimento estivo e sociale; credo che vestire, anche se per un breve periodo di tempo, i panni di un membro del Comitato, possa abbattere quel senso di critica che ogni tanto nasce fra compaesani e che non ha senso mandare avanti. La forza di un paese, si recepisce soprattutto grazie alla bellezza fraterna della sua gente, orgogliosa di far parte di una comunità che non si fa scrupolo di onorare il nome che porta».

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