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Ppi, Iulianella: “La montagna ha partorito il topolino”

Il 16 giugno luci spente a Pescina per protesta, il sindaco: "Stanchi di essere territorio di Serie B"

Rassegnate le dimissioni dell’assessore di Pescina Soricone

“La montagna ha partorito il topolino”. Questo il commento amaro del sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, in seguito alla notizia della riapertura dei PPI di Pescina e Tagliacozzo dal 16 giugno ma solamente per 12 ore al giorno. “Il giorno previsto per la (mezza) riapertura – ha scritto su Facebook – alla chiusura delle luci del PPI chiuderò anche quelle dell’intera Città in segno di protesta. Non mi fermerò fin quando non verranno ripristinati tutti i servizi. Siamo stanchi di essere trattati da territorio di Serie B”.

“Abbiamo atteso – ha scritto Iulianella – 81giorni dalla chiusura del Punto di Primo Intervento del Serafino Rinaldi e, dopo innumerevoli annunci a cui non è seguito nulla, ora arriva la decisione (tra l’altro letta dai giornali) di tenere chiuso il PPI di Pescina nelle ore notturne. Insomma, cari cittadini, per la ASL non è prevista la possibilità che vi sentiate male dalle ore 20 alle ore 8 del giorno successivo”.

Poi l’affondo nei confronti di Regione e Asl 1“Mentre in piena emergenza la ASL ha assunto un personal shopper (?) per un incarico da 40 mila euro ed in Regione aumentano le retribuzioni ai Direttori e ai Dirigenti e si istruiscono pratiche per la pace legale con le imprese del settore privato per milioni e milioni di euro, per il nostro presidio sanitario la ASL non riesce ad assicurare le figure professionali in grado di mantenere aperta una struttura, con orario H24, al fine di assicurare un’adeguata assistenza sanitaria alla popolazione”

“Il nostro PPI deve ripartire a pieno regime, da subito. Siamo stanchi – continua – con queste soluzioni tampone. L’articolo 32 della Costituzione recita che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività […]” e da cittadino marsicano rivendico gli stessi diritti di un aquilano o di un cittadino pescarese”.

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