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Pettorano sul Gizio: va avanti ipotesi suicidio, indagini continuano

Sabato mattina è stata effettuata l'autopsia sul cadavere di Adem Berisha, il muratore 56enne di origini kosovare trovato morto nella sua stanza da letto notti fa. L'attività di indagine dei Carabinieri, però, continua incessante. L'ipotesi più accreditata, per ora, resta quella del suicidio.

L’esame autoptico effettuato sulla salma di Adem Berisha questo sabato mattina, dal medico legale Ildo Polidoro, pare non lasciare dubbi ad altre ricostruzioni circa la dinamica esatta della sua morte. L’ipotesi più avvalorata e accreditata, per ora, resta quella del suicidio. Il muratore, cioè, il quale non stava vivendo una crisi economica, si sarebbe tolto la vita con un filo di un cavetto USB del telefono, stringendolo attorno al collo.

Ed avrebbe compiuto il gesto estremo, in solitudine, all’interno della sua stanza da letto, mentre in casa v’erano anche i suoi familiari, che, quindi, restano a tutti gli effetti e nel cerchio delle indagini, testimoni della tragedia. L’attività di indagine dei carabinieri della Compagnia di Castel Di Sangro e del Comando provinciale, però, non si arresta: verranno battute anche altre piste, ma si fa sempre più lontana la pista dell’omicidio, inizialmente concretizzatasi come prima possibilità all’orizzonte degli eventi.

L’allarme della tragica fine era stato lanciato proprio dai suoi familiari.

In base all’autopsia, sul corpo di Adam Berisha, che viveva con la sua famiglia a Pettorano sul Gizio e il cui cadavere è stato scoperto nella notte tra il 20 e 21 ottobre nella sua abitazione di via Vittorio Monaco, non sono stati rinvenuti segni di colluttazione. L’unico segno “della morte” è quello dello strangolamento. La causa del decesso, di fatti, così come stabilito dal medico legale, è soffocamento per strangolamento.

La camera da letto, tra l’altro, è stata trovata dai militari in perfetto ordine: condizione questa che, in qualche modo, va ad avvalorare la tesi che il muratore di 56 anni abbia fatto tutto da solo.

Anche la primissima ricostruzione che avrebbe dato per certo un trascinamento del cadavere da un ipotetico e presunto luogo di un’aggressione verso la camera da letto della casa, poi non è stata confermata dalle indagini, ma è stata smentita con certezza dagli inquirenti che stanno lavorando sul caso.

L’uomo, inoltre, non ha lasciato alcun biglietto o alcun messaggio teso a dare una spiegazione diretta della tragedia consumata tra le mura domestiche, nottetempo. La motivazione del gesto – se poi sarà convalidata dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura la causa per suicidio – resta ad oggi nell’ombra.

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