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Parco nazionale, “Non dare da mangiare alle volpi”

Tanti i visitatori che sceglieranno i paesi del Parco come meta delle festività natalizie. Le regole del Parco Nazionale d'Abruzzo e le sanzioni.

I Paesi del Parco sono pronti per accogliere i tanti visitatori che sceglieranno questo territorio come meta delle vacanze natalizie. Vacanze alla scoperta della Natura e delle sue meraviglie: “Ma visitare un Parco richiede comportamenti consapevoli e responsabili”, dicono dall’Ente.

“Se mentre siete in auto avvistate una volpe a bordo strada rallentate, non fermatevi e soprattutto 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗮𝘁𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲! Molte persone credono che queste volpi siano in cerca di aiuto, malate o denutrite. La realtà è purtroppo ben diversa. Sono animali selvatici confidenti e condizionati dal cibo di natura antropica. Sono state abituate a ricevere cibo dai passanti e attendono lì a bordo strada consapevoli che prima o poi qualche macchina si fermerà. Sono animali che a causa dell’uomo hanno sviluppato nel tempo una dipendenza da questa “forma” di alimentazione, un’abitudine che con molta probabilità trasmetteranno anche alla prole“.

Favorire questo fenomeno, di fatti, significa solo fare del male alle volpi:
1) il nostro cibo per loro può essere un vero e proprio veleno e favorire l’insorgenza di malattie;

2) questo può far perdere loro la naturale inclinazione a procacciarsi del cibo in natura, aumentando le probabilità di morte nei periodi di bassa affluenza turistica;

3) sostando stabilmente al bordo o al centro della strada, aumentano drasticamente le probabilità che vengano investite da un’automobile.

Se poi queste motivazioni potrebbero non essere sufficienti a convincere qualcuno, si ricorda a tutti che chi avvicina le volpi ferme ai lati della strada e le attrae dando loro del cibo, è sanzionabile amministrativamente ai sensi dell’art. 30 (disturbo alla fauna), comma 2, Legge 394/1991 (come integrato dall’art. 4 dell’Ordinanza del Parco del 13 agosto 2020 in materia di accessibilità e di fruizione turistica del Parco).

La sanzione può arrivare fino a 1032 euro.

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