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Parco d’Abruzzo: fermati 3 in motoslitta, percorrevano aree di grande pregio

Avevano creato veri e propri circuiti, arrecando disturbo alle aree giudicate di grande pregio. Il personale dell'Ente ha sanzionato i 3. "Ogni nostro comportamento, in natura, può causare un impatto negativo su più componenti dell'ecosistema".

Nell’ambito di controlli del territorio finalizzati alla tutela del territorio, nei giorni scorsi il personale del Servizio di Sorveglianza del Parco ha individuato e fermato 3 persone, 2 in località Colli Bassi di Pescasseroli e 1 in località Piani di Templo, mentre a bordo di 3 motoslitte percorrevano aree interdette senza alcuna autorizzazione.

Gli individui, a giudicare dalle tracce rinvenute dai Guardiaparco e dalle indagini svolte, avevano creato dei veri propri circuiti, arrecando disturbo in aree di grande pregio.

Il personale dell’Ente, ai sensi delle normative del Parco, ha provveduto a sanzionare e diffidare i contravventori.

“Comportamenti come questi creano seri danni alla Natura – si legge in una nota dell’Ente Parco – e agli animali selvatici in particolare. Danni il cui nesso tra causa ed effetto può sfuggire a molti, data la complessità delle relazioni che regolano gli ecosistemi naturali. A maggior ragione in inverno che è uno dei periodi più delicati per la sopravvivenza anche per il grande dispendio energetico cui tutti gli animali sono chiamati, spesso affrontando condizioni estreme. In questa stagione le specie consumano le riserve di grasso accumulate durante l’estate e rimangono per lungo tempo nascoste, alcune di esse anche sotto la neve, per mantenere alta la temperatura corporea e per difendersi dai predatori. In inverno l’energia che gli animali consumano deve essere ridotta al minimo perché il cibo presente è poco e di scarso valore calorico. I movimenti delle varie specie, in presenza di terreno innevato, sono limitati all’essenziale. Ogni nostro comportamento in natura può causare un impatto negativo su una o più componenti dell’ecosistema, fino a poter pregiudicare la sua stessa sopravvivenza alla stagione invernale”.

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