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Ospedale Tagliacozzo: si lavora per scongiurare declassamenti

Si lavora per scongiurare i declassamenti previsti nella bozza di riordino della rete ospedaliera regionale

Cade e sbatte la testa. Ppi chiuso, salvato da due medici dei reparti

La bozza di riordino della rete ospedaliera abruzzese, redatta dall’Agenzia sanitaria regionale su indicazione della Giunta Marsilio, è al vaglio in questi giorni delle forze politiche, dei sindaci interessati e dei medici dei presidi marsicani.

Per quanto riguarda gli ospedali di Avezzano e di Tagliacozzo e il Presidio di Pescina, in un primo momento si è riscontrata, nel testo proveniente dalla Regione, una gravissima penalizzazione dei servizi sanitari, con chiusure e declassamenti che un noto medico locale non ha esitato a definire “un grave schiaffo della politica regionale alla popolazione marsicana”.

Il 25 maggio e il 1° giugno si sono svolti due incontri tecnici nella Sala consiliare di Avezzano alla presenza dei sindaci Gianni Di Pangrazio, Vincenzo Giovagnorio e Mirko Zauri e dei consiglieri regionali Mario Quaglieri e Simone Angelosante, rispettivamente presidente e segretario della Commissione regionale sulla Sanità. Alle riunioni, oltre all’Assessore alla Sanità del Comune di Avezzano Maria Teresa Colizza, erano presenti anche numerosi medici.

Nella prima redazione della bozza di riordino della rete ospedaliera, la struttura di Tagliacozzo non risultava più come presidio ospedaliero (P.O.) ma semplicemente come presidio territoriale di assistenza (P.T.A.). Appariva evidente la gravissima deminutio che cancellava per sempre la titolatura di “ospedale” all’Umberto I, non potendosi più verificarsi in esso i ricoveri veri e propri con la relativa scheda di dimissione ospedaliera (S.D.O.), cioè lo strumento di raccolta delle informazioni dei pazienti dimessi.

Il Sindaco Giovagnorio, ha sottolineato ai consiglieri regionali interessati come a riguardo del declassamento, non si fosse tenuto conto, tra l’altro, dell’importanza assunta dal presidio di Tagliacozzo in piena emergenza Covid, poiché, la struttura, grazie alla sua “flessibilità”, è stata riconvertita, fin dallo scorso autunno, in ospedale di riabilitazione-lungodegenza per pazienti affetti da Covid-19 e, per tali esigenze, sono stati attivati in brevissimo tempo 45 posti letto. Il Primo cittadino non ha esitato a rimarcare, a tal riguardo, anche il notevole risparmio economico da parte della ASL per non aver dovuto attivare posti letto per pazienti covid in strutture private del territorio.

Altro colpo di mannaia sarebbe stato inferto, nella citata bozza, al reparto di riabilitazione cardiologica che, eccellenza regionale, attualmente classificato come unità operativa complessa (u.o.c.) alla guida del Prof. Pasquale Cisternino, sarebbe destinato a divenire unità operativa semplice dipartimentale (u.o.s.d.), con tutte le conseguenze negative che ne potrebbero derivare.

Al momento sembrerebbe scongiurato il declassamento del nostro Presidio ospedaliero a semplice Presidio territoriale e sembrerebbe anche confermato un aumento di posti letto dagli attuali 40 a futuri 52, con alcuni posti in più quindi che potrebbero costituire un nuovo reparto di riabilitazione respiratoria.

“Bisogna vigilare e tenere alta l’attenzione” ha dichiarato il Sindaco Vincenzo Giovagnorio “speravo che il riordino della rete ospedaliere portasse ad un potenziamento delle nostre strutture e dei nostri servizi sanitari, così come più volte auspicato per la fase post pandemia da tutte le forze politiche nazionali. Non credevo di dover combattere invece per cercare di riottenere ciò che già erano nostro”.

L’intensa azione del Primo Cittadino di Tagliacozzo per l’Umberto I, supportata dall’Amministrazione comunale e dal Comitato Pro Ospedale, nell’assordante silenzio dei gruppi politici cittadini che fanno riferimento all’attuale Governo regionale, prosegue tuttavia in questa fase interlocutoria con i Consiglieri regionali Quaglieri e Angelosante, ed è tesa a confermare definitivamente il ripristino ufficiale della qualificazione di “ospedale”, la riabilitazione cardiologica quale unità operativa complessa, il ripristino dei servizi essenziali quali diabetologia, radiologia, emodialisi, laboratorio analisi, punto di primo intervento e direzione sanitaria.

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