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VIDEO. Orso in visita a San Sebastiano dei Marsi, la gente lo chiama Amareno e lui fa l’ospite atteso

Non bussa, non chiede scusa e nemmeno permesso, ma la sua educazione pacata è già un fenomeno virtuale da web. La gente del posto gli ha affibbiato il nome di Amareno, sia perché pare avere il palato amarognolo e dolce al tempo stesso, come questo frutto di stagione, sia perché sembra avere il vizio di rimanere simpatico alle persone. I nomi propri, infatti, di solito, si danno ai cani, poiché essi, alla pari di compagni fedeli ed amanti delle contentezze degli uomini, secondo la leggenda rustica e popolare, sarebbero maggiormente in grado di intendere l’umano volere. Eppure a San Sebastiano dei Marsi, piccolissima ma di gran cuore frazione di Bisegna, di appena 150 abitanti, laddove, cioè, i raggi del sole fanno a gara fra le mille pieghe antiche del borgo storico, ‘nato’ presumibilmente nell’anno mille, l’orso Amareno, un buontempone gigante di soli 32 mesi d’età, senza freni e, soprattutto, senza tanti complimenti, decide, ogni giorno, di banchettare con l’umana stirpe. Si sa, da queste parti l’Orso ha un passato un poco bellicoso. Killer di galline e disturbatore della quiete pubblica, l’orso bruno marsicano, infatti, è stato da più palchi offeso e bistrattato.

 

Ma questo orso qui, che di nome fa Amareno, tutti i giorni si presenta, come una specie di cliente abituale, all’uscio del paesino in Provincia dell’Aquila, scorazzando fra le verdi valli non ancora dipinte dall’urbanità. Il filmato è stato girato l’altro ieri, a partire dalle ore 18 in poi. «Ma – spiega il giornalista Ferdinando Mercuri, amico dell’autore del filmato realizzato attraverso l’utilizzo di un drone, di nome Michele Fallucchi – l’orso c’è stato anche ieri sera e questa mattina, intorno alle ore 5. Capiamo bene, dai suoi movimenti, che si tratta di un adottato sansebastianese, in un certo senso. L’orso, infatti, non dà fastidio, ma sembra invece essere quasi perdutamente innamorato della Valle del Giovenco. La rispondenza da parte della popolazione ‘umana’, per così dire, è stata ottima: tutti a vederlo e con piacere. E se salta qualche giorno, le persone chiedono addirittura di lui, di dove si trovi l’orso e del perché, quel giorno là, non s’è presentato alle porte di casa».

 

«I ‘guai’ che ha combinato, nel corso delle sue venute, sono pochissimi. – continua Mercuri – Ha mangiato un po’ di amarene e qualche insalata; ora va in cerca di mele. Il nome Amareno gli è stato dato in tono affettuoso dalla gente del luogo ed è già stato ospite gradito del paese, proprio lo scorso anno». Insomma, per quest’ospite qui, la puzza di pesce, magari, aspetterà a farsi sentire fra le viuzze del paesino di montagna. Per la cittadinanza onoraria a San Sebastiano dei Marsi, invece, quest’orso, forse, dovrà attendere almeno altri 365 giorni di celebrità e di continuità delle sue scorribande fra la gente. E come accade nelle più belle favole con morale, rivolte ai più piccoli, anche in questo caso, il più grosso, non combacia affatto con il più cattivo, l’apparenza inganna, il male gratuito non esiste e la tranquillità della convivenza è uno stato delle cose che scavalca tutte le staccionate dei pregiudizi e dei rifiuti a priori. Come un moderno Tom Sawyer, marinaio della sua zattera di idee sul fiume Mississippi.

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