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Nona edizione dei ‘Luoghi del Cuore’ dei Fai: l’Abruzzo piazza 3 siti nelle prime 100 posizioni

Ben 2.227.847 voti, oltre 37.237 i luoghi oggetto di segnalazione in Italia, 6.412 comuni coinvolti (l’80,6% dei comuni italiani): sono numeri eccezionali che raccontano la forza dirompente de il censimento ‘I Luoghi del Cuore’, promosso dal FAI-Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che ha chiuso trionfalmente la nona edizione, attiva dal 30 maggio al 30 novembre 2018.

 

La classifica nazionale ha visto ai primi tre posti rispettivamente l’Area naturale di Monte Pisano (Vicopisano, Pisa) con 114.670 voti, il fiume Oreto a Palermo con 8.318 voti e l’Antico stabilimento termale di Porretta Terme (Bologna) con 75.740 voti.

 

L’Abruzzo ha ottenuto buoni risultati piazzando 3 luoghi nelle prime 100 posizioni: al 14esimo posto c’è il Trabocco Turchino di San Vito Chietino con oltre 20.077 voti, seguito dalla Chiesa di San Panfilo a Villagrande di Tornimparte al 63esimo posto con 6.486 voti, e dalla Chiesa di Santa Maria in Valleverde a Celano all’86esimo posto con 4911 voti.

 

Vasto si posiziona al 167esimo posto con l’area archeologica  delle Terme Romane mentre al 201esimo posto si colloca il Torrione del Castello di Spoltore con 2.219 voti.

 

«Registriamo un risultato straordinario per l’Abruzzo, il migliore nei quindici anni del censimento – commenta Massimo Lucà Dazio, delegato FAI Abruzzo e Molise – con gli oltre 20 mila voti per il Turchino e per la grande attenzione ottenuta anche dalle bellezze dell’entroterra. Questo risultato ci consente di aprire la nuova fase con la presentazione di progetti co-finanziati per la valorizzazione e per la promozione dei siti».

 

Trabocco Turchino, Marina di San Vito (Ch)

Il Trabocco Turchino prende il nome dal vicino promontorio di cui narra Gabriele D’Annunzio nel suo “Trionfo della morte”. A due anni dal crollo avvenuto nel luglio 2014, il restauro del trabocco, di proprietà comunale, ha consentito la rinascita di un simbolo della cultura e delle tradizioni abruzzesi. Oltre alla manutenzione della struttura lignea, è oggi importantissimo conservare l’ambiente circostante, in particolare occorre preservare la spiaggia dai fenomeni erosivi e il clivo tra la spiaggia e la strada sovrastante, che costituisce l’unica via d’ingresso al trabocco. È necessario quindi migliorare l’accessibilità per consentire una migliore fruibilità del luogo. Per queste molteplici ragioni, il comitato locale “Promozione Turchino” ha sostenuto la raccolta voti.

 

Chiesa di San Panfilo, Villagrande di Tornimparte (Aq)

In stile romanico la chiesa è risalente al XV secolo. La facciata è preceduta da un vasto sagrato delimitato da un portico affrescato mentre nell’abside si trova il grandioso ciclo di affreschi con storie della vita e della passione di Cristo del pittore abruzzese Saturnino Gatti, seguace di Sandro Botticelli e allievo del Verrocchio, realizzati intorno al 1495. La volta dell’abside ospita la scena della Gloria di Dio: interessante il cartiglio con un rigo musicale, le cui note ripropongono perfettamente il canto gregoriano dell’inno Gloria in Excelsis Deo. Il colore degli affreschi è stato gravemente compromesso da un incendio negli anni ’60 per questo il comitato si è attivato per sensibilizzare/attivare la necessità di un restauro conservativo urgente.

 

Chiesa di Santa Maria in Valleverde, Celano (Aq)

Tipico esempio di edificio rinascimentale francescano della Marsica. Iniziata a metà del Quattrocento, fu terminata e arricchita sotto i Piccolomini nel 1508, con il suo annesso convento dei Riformati di S. Giovanni da Capestrano. Sull’architrave del portale spicca l’Agnus Dei con stendardo dei Piccolomini e un’iscrizione datata 1508, mentre nella parte alta della facciata emerge lo stemma dei sovrani di Aragona-Castiglia. L’interno è a navata unica, con tre cappelle laterali affrescate e volta a crociera. Sulla parete destra sono esposte due belle pale d’altare: quella della Natività di scuola umbro-senese dei primi decenni del ‘500; quella di Gesù e il Cireneo che è stata attribuita al famoso Giovanni Antonio Bazzi detto “il Sodoma” e risalente al 1525-1530. I terremoti del 2009 e 2016 purtroppo hanno fortemente danneggiato gli apparati pittorici e il comitato si è attivato per porre l’attenzione sulla necessità di intervenire tempestivamente per la loro conservazione.

 

Area archeologica delle terme romane, Vasto (Ch)

Il complesso termale dell’antica Histonium è il più esteso fra quelli della fascia costiera adriatica centro meridionale. Risalente al II secolo d.C. fu scoperto grazie ad alcuni saggi di scavo eseguiti nel 1973-1974. Il sito è ubicato in una posizione privilegiata dalla quale è possibile godere della vista del cosiddetto “golfo d’oro”, prescelta dai romani per l’edificazione di questo impianto destinato al benessere e alla socializzazione. Il sito presenta varie stanze su più livelli. All’interno troviamo due mosaici bicromatici molto grandi: il mosaico del Nettuno, ritratto in posizione eretta con il tridente nella mano sinistra e un delfino nella destra (mq 170), e il mosaico del Mare, con pesci e animali marini fantastici (mq 32) che testimoniano l’importanza della città di Histonium in età imperiale. Il luogo, per anni lasciato al totale degrado e abbandono, è stato negli ultimi anni valorizzato attraverso l’opera di volontari, ma necessita di continue attività di manutenzione e tutela.

 

Torrione del castello, Spoltore (Pe)

Il torrione è il principale manufatto rimasto a testimoniare la costruzione del castello, che rappresenta uno tra i primi esperimenti di roccaforte in muratura del territorio centrale adriatico. L’edificazione del castello è coeva al ritorno dei Saraceni e alla discesa degli Ungari agli inizi del X secolo. Sintomatica dell’urgenza della sua costruzione, che ripete la tecnica germanica dei capisaldi a più livelli, è la forma del complesso: rettangolare con un bastione esagonale irregolare sulla motta e due torrioni agli spigoli dei lati ovest e sud-ovest. Ancora maestoso e ospitale al tempo della visita dell’abate domenicano Serafino Razzi nel 1575, a metà Seicento è in parte distrutto o riutilizzato per uso abitativo. Oggi conserva i due torrioni di sud-ovest e il bastione mentre la corte interna è utilizzata come serbatoio dell’impianto idrico cittadino. Il Castello di Spoltore rientra in un importante progetto di ricerca promosso dall’amministrazione comunale che prevede il censimento di tutte le cavità di origine antropica, sia nelle proprietà pubbliche che private, situate nel sottosuolo dell’antico abitato di Spoltore e nelle frazioni di Caprara e Villa Santa Maria. E’ stato inserito nel progetto per via della presenza al suo interno di numerosi cunicoli di passaggio da riportare alla luce e per l’alta valenza culturale, storica e di ricerca del luogo gli è stato riconosciuto il marchio “Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018” sostenuto dai gruppi “Federazione Speleologica Abruzzese” e da “Centro Appenninico Ricerche Sotterranee”.

Fonte: Delegato Comunicazione FAI Abruzzo e Molise

Foto di: FAI – Fondo Ambiente Italiano

 

 

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