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«Non so se rifarei la mia scelta, ma questo lavoro lo adoro»

C’è chi sogna di diventare un cantante, chi un musicista o un attore, passando il periodo dell’adolescenza ad immaginarsi in quel sogno; c’è, invece, chi, come Romina Monacelli, di Trasacco, ha deciso di riporre le proprie aspettative ambiziose in un piccolo negozio di provincia. Da ragazzina, Romina aveva sempre sperato di poter aprire una piccola attività commerciale, affascinata da quel mondo di legami personali che si crea attorno al bancone di una bottega di paese, in cui era solita recarsi con sua nonna a fare la spesa.

«Non tutti i sogni restano a lungo nel cassetto, soprattutto se ci credi veramente», commenta Romina a un quattro anni di distanza dall’apertura della sua cartolibreria a Trasacco.

Non ancora 24enne, infatti, Romina aveva già inaugurato la sua attività, ossia un piccolo negozio in un paese di circa seimila abitanti. La prima sfida che incontra un giovane, quando decide di intraprendere un percorso imprenditoriale, è quella di attirare la fiducia delle persone, la quale – in base all’esperienza di Romina, risulta essere inversamente proporzionale al numero della popolazione. In un piccolo centro, infatti, dove ci si conosce tutti, sembra essere più complicato far cambiare le abitudini a chi, per anni, magari, si è sempre recato nello stesso posto, soprattutto quando chi prova a mettersi in gioco è molto giovane, il che spesso viene abbinato ad inesperienza e dunque a poca fiducia. «Ma – come afferma Romina – con pazienza, dedizione e disponibilità ci si può riuscire».

romina-2«Ricordo come se fosse ieri, il giorno in cui ho reso partecipe la mia famiglia circa la volontà di gettarmi a capofitto in questo progetto: ad un’accondiscendenza totale di mio padre, che forse già aveva intuito le mie idee, si è opposta, però, la perplessità di mia madre, che inizialmente ha tentato di farmi cambiare idea, indirizzandomi verso altre mete. Subito dopo, però, si è adoperata con me affinché riuscissi nel mio intento», aggiunge Romina.

Iniziando un’attività da zero, la parte economica è la più difficile, essendo la prima base su cui fondare il tutto. «Quando hai solo 23 anni e il tuo sogno è quello di investire in una nuova attività, non è facile trovare i mezzi economici necessari; se sei sola, riuscirci è quasi impossibile. Io, fortunatamente, ho avuto l’appoggio dei miei genitori: a loro devo tutto, nel vero senso della parola. Hanno creduto in me sin dall’inizio, appoggiandomi ad occhi chiusi in questa scelta, pur dovendo sopportare enormi sacrifici; senza di loro, non ce l’avrei mai fatta».

«Essere una giovane titolare di un negozio, – specifica Romina- vuol dire dedicare tutta la tua vita a quelle quattro mura, mettendo da parte tutto ciò a cui prima davo, magari, una netta priorità. Data la mia età questo non è stato sempre facile. Certe volte, penso di aver azzardato troppo e mi domando se tutto questo sacrificio verrà un giorno ricompensato, soprattutto quando mi trovo a fare i conti con scadenze, fornitori e bollette, ma poi tutto passa quando entra qualche cliente, che prima di fare acquisti, ti porta un caffè o un pezzo di dolce che ha appena sfornato per fartelo assaggiare. Decidere di iniziare un’attività in un piccolo paese, è come decidere di diventare amica e confidente di tutti; i problemi dei clienti diventano i tuoi e c’è, anche, chi ogni giorno passa solo per fare quattro chiacchiere», dice Romina.

«Avere un negozio in paese, in fondo, significa anche tutto questo ed è, però, proprio ‘tutto questo’, insieme all’amore per il mio lavoro, che mi fa essere felice della mia scelta». Come Romina, sono molti, oggi, i giovani che, spinti dal desiderio di intraprendere una strada apparentemente semplice, come quella dell’apertura di un’attività commerciale, si trovano a dover fare i conti con una realtà ben diversa. Nonostante campagne a favore dell’attività imprenditoriale giovanile, infatti, risulta sempre più complicato, per un ragazzo, potersi affermare nel mondo del lavoro. Non si capisce bene se la colpa sia da addossare ad una burocrazia troppo lunga o ad un sistema ormai saturo; fatto sta che, in questo modo, si rischia di troncare i sogni dei giovani ancora prima che questi stessi vengano alla luce.

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