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Luco, il sindaco replica al parroco: “Resto di stucco”

"Le sue dichiarazioni dipingono una realtà capovolta. Un intervento che davvero mi lascia di stucco".

De Rosa sulla lettera dell'Agesci: «Affermazioni gravissime»

Continua a tenere banco il caso legato al recente trasloco dell’Associazione Agesci di Luco dei Marsi, attiva da 30 anni in paese. “Ho appena appreso delle esternazioni del parroco del nostro paese riguardo alla questione del convento. Dichiarazioni che dipingono una realtà capovolta e l’unica giustificazione che trovo, per queste sconcertanti e sconfortanti affermazioni, è che esse derivino non da un prestarsi consapevole alla strumentalizzazione di altri, ma da uno stato di profonda confusione, di cui non posso che prendere atto”. Non usa mezzi termini il primo cittadino del Comune di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, dopo il caso legato allo sgombero della storica sede degli scout, di proprietà comunale, sita nell’ex Convento dei frati. Proprio nella giornata di ieri, sulla questione, si era espresso ed aveva esternato il proprio parere anche il parroco del paese, Don Giuseppe.

“Un intervento, questo, che mi lascia di stucco perché, ancora ieri mattina, ho chiaramente rappresentato a lui la mia piena disponibilità a una ricomposizione della vicenda con il gruppo Agesci, a fronte ovviamente di una loro pari disponibilità, NON PERVENUTA, a partire da un loro passo fondamentale, quello cioè di dire chiaramente la verità. Dire senza mezzi termini che: NESSUNO li ha sfrattati, cosa che invece hanno lasciato credere ai concittadini, dire senza mezzi termini che la convenzione che assegna loro l’intera superficie del piano primo del convento e il libero uso di pertinenze è TUTTORA VIGENTE e MAI messa in discussione. Che l’Amministrazione ha chiesto il libero accesso ai locali che avrebbero GIÀ dovuto essere accessibili e liberi (e non, ovviamente, ai locali a loro assegnati), per tutte le esigenze del caso, e che ripeto: oggi per custodire materiali e ospitare il centro estivo per la POPOLAZIONE INTERA, domani per ospitare spazio lettura, anziani, associazioni (nessuna esclusa), e ogni altra evenienza utile alla collettività, previa sistemazione dei luoghi, necessitanti di urgenti lavori di manutenzione, e una contestuale regolarizzazione delle situazioni, per la tutela tanto dei fruitori quanto del Comune. Dunque: è il gruppo Agesci che si è rifiutato di condividere con altre associazioni e realtà luchesi gli spazi, quelli che NON avrebbe dovuto occupare. Non solo si è rifiutato di condividere gli spazi, mancando all’accordo originario di concordare la riorganizzazione, ma ha iniziato di fatto UNA CAMPAGNA DENIGRATORIA E FEROCE tutta POLITICA”, afferma anche la prima cittadina sulla sua pagina social.

Una campagna d’odio che ha investito anche l’iniziativa del centro estivo, per organizzare il quale ci stiamo spendendo senza sosta, e per la quale oggi si chiama a raccolta la comunità parrocchiale di Luco contro l’Amministrazione. Io e tutti quelli presenti all’incontro, e ai dialoghi, sappiamo esattamente come sono andate le cose. Ed è una mia regola di vita andare a dormire con la coscienza a posto. Auguro agli altri, e alla Comunità luchese, cui mi dedico da sempre con amore, proprio per il futuro e per il bene di questa Comunità, che questa diventi la regola anche per certi tristi “registi” che oggi offrono di sé stessi queste prove”, queste le parole conclusive.

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