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Luci accese sull’estremo difensore del Pucetta: «Potremmo fare meglio di una salvezza tranquilla, ecco cosa penso»

Uno degli attori principali del buon momento che sta vivendo il Pucetta è sicuramente il portiere Attilio Colella, che sta attraversando davvero un periodo di forma strepitoso. Il numero uno gialloblù è entrato per due settimane consecutive nella TOP 11 del quotidiano Il Centro e viene da prestazioni super come quella di Morro D’Oro dove ha parato ben due rigori. Abbiamo raggiunto Colella per conoscere il suo punto di vista sul momento del Pucetta.
Attilio, stai vivendo un periodo di forma fantastico e anche il Pucetta sta andando bene: per te due rigori parati a Morro D’Oro e due parate decisive domenica scorsa nella grandiosa vittoria contro il Castelnuovo. Come stai vivendo questo periodo? «In effetti è un periodo in cui mi sento bene e probabilmente questo è dovuto anche ad un periodo di tranquillità di squadra. Ci siamo compattati come gruppo e la vittoria sul Castelnuovo è frutto anche della forza che ci ha dato tornare a giocare a casa nostra, ad Antrosano. Per quanto riguarda la vittoria di Morro D’Oro in effetti sono stato bravo a restare in piedi fino all’ultimo in occasione del primo rigore e a capire che il secondo l’avrebbe tirato in maniera più potente, indovinando il lato giusto».
 
Hai parlato del gruppo, possiamo quindi dire che ormai siete un gruppo consolidato? «Sì, ma è anche normale soprattutto se il gruppo che inizia la stagione è formato in gran parte da elementi nuovi, come è accaduto a noi quest’anno. Pensiamo soprattutto ai giovani che si sono ritrovati in mezzo a gente molto più grande e con caratteri più forti, come quello mio o di capitan Bisegna o di Marco Idrofano. Noi abbiamo un carattere molto duro e in squadra siamo quelli che siamo cresciuti nel calcio con gente molto più ‘tosta’ anche quelli che hanno giocato a livelli un po’ più alti. Per cui immagino che l’ambientamento dei più giovani non deve essere stato semplicissimo, ma adesso vedo che si sono ampiamente integrati e stanno capendo cosa significa far parte di un gruppo». 
Tra i giovani, ci sono anche i tuoi compagni di reparto: Marcello Dell’unto e Stefano Odorisio. Che portieri sono? «Sono due portieri bravissimi. Marcello è un po’ più pronto, mentre Stefano deve migliorare dal punto di vista caratteriale. Se riesce a lavorare su questo aspetto, può fare grandi cose. Tornando a Marcello, secondo me non gli manca nulla: tiene bene la posizione, è forte tra i pali, mentalmente è bravo a reagire nonostante la sua giovane età. Gli manca ovviamente l’esperienza, ma per quella ha tempo davanti a sé, e forse paga un po’ la statura, ma è ancora giovane e ha margini di crescita per la struttura fisica, perché, va sottolineato che è un 2001». 
Domenica ci sarà Tossicia – Pucetta e tu non ci sarai per squalifica. Che consiglio ti senti di dare a Dell’Unto che probabilmente sarà scelto da mister Giannini per sostituirti tra i pali? «Deve stare tranquillo e fare quello che sa fare. Tanto quando si gioca, specialmente per i portieri, bisogna viversela come se si sta giocando al cortile sotto casa o in una piazzetta. A volte fa più danni la tensione con cui scendi in campo che la tua prestazione. Puoi essere forte, ma se sei teso il rischio di sbagliare è dietro l’angolo. Ripeto, deve stare tranquillo e sicuro dei propri mezzi». 
Tornando a te, possiamo dire che in campo forse hai un carattere un po’ fumantino? Infatti anche domenica hai preso l’ammonizione che ti farà saltare la trasferta di Tossicia. «Sì, in effetti ho preso più cartellini che gol (ride n.d.r.). Ho preso 5 ammonizioni e 2 espulsioni, insomma per un portiere in effetti non sono pochi». 
Vincere domenica potrebbe essere decisivo in chiave salvezza, vedendo soprattutto anche gli scontri delle dirette concorrenti. Come la vedi la sfida di domenica? «Sarà una partita tosta, perché in trasferta sono tutte difficili. Io non ci sarò, ma credo che si può fare risultato e sarà importante non perdere e continuare a fare bene come stiamo facendo nelle ultime gare. Infatti se vai a vedere da quando sono arrivati Tavani, Sabatini e Padovani abbiamo perso solo contro la Sportland Celano». 
Dove può arrivare secondo te il Pucetta? «Sono sicuro che possiamo fare un buon campionato e che possiamo salvarci. L’auspicio è quello di fare meglio di una salvezza tranquilla e di farlo prima possibile. Così avremo la possibilità di cominciare a dare maggiore minutaggio ai più giovani con l’obiettivo di valorizzarli, che poi è l’obiettivo che si è posto la società con il direttore generale Petitta e mister Giannini».
Sette punti elle ultime tre gare in tre impegni difficili. Prima però c’è stata la sconfitta contro la Sportland Celano. E’ sbagliato dire che quella nel derby è stata una sconfitta salutare? «Va considerato che la sconfitta è venuta prima delle feste per cui secondo me non ha influito più di tanto. Inoltre al derby ci eravamo presentati che eravamo reduci da un altro buon momento, avendo raccolto anche lì 7 punti in tre gare. Purtroppo nel derby lo sbaglio nostro è stato quello di voler vincere a tutti i costi quella gara, quando magari ci si poteva accontentare di un pareggio, che sarebbe stato anche un risultato giusto ed invece alla fine l’abbiamo persa».
«Infine voglio fare un in bocca al lupo ai compagni che a dicembre sono andati via, come Manuel Fusarelli e Luca Salvati che oltre ad essere stati compagni di squadra sono anche e soprattutto amici. Auguro loro e alla loro squadra di riuscire togliersi le soddisfazioni che si meritano. Poi vorrei fare un saluto a Michele Mastrangelo, che in questo periodo non se la sta passando tanto bene. Lo aspettiamo ad Antrosano a braccia aperte, ora però deve pensare solo a rimettersi in sesto e a stare bene. Infine un ringraziamento speciale a mia moglie, che mi supporta e mi sopporta durante tutto l’anno».
 
Fonte e foto di: Ufficio Stampa – ASD Pucetta

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