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L’Aquila sfoglia le pagine della cultura dell’oltre: nasce all’Università la Libreria Sociale

In un mondo in cui tutti galleggiano, indistintamente, nel mare magnum delle parole – quelle dette per caso, scritte sui social, inviate per sms o dipinte sui muri – sembrano, forse, un po’ fuori moda quelle stesse parole stampate, nero su bianco, sulle vecchie pagine dei libri. Capita, poi, che tutte queste parole, molto spesso, si arricchiscano di un altro significato, tuttavia impoverendosi. Sì, perché il verbo condividere, oggi, non vuol dire dividere a metà il proprio tempo per assaporarlo con la compagnia dell’altro, bensì pubblicare, sul proprio profilo Facebook, un link copiato da uno dei tanti amici virtuali. Suona, allora, come un’antica melodia, ormai non più cantata, l’iniziativa, in breve concretizzata, di un giovane cassinate, che ha creato, dal nulla, una libreria sociale a L’Aquila. Si tratta di Matteo Paoletti, studente di medicina, al secondo anno del suo percorso di laurea.

«La libreria sociale, all’interno dell’Università degli Studi dell’Aquila, è nata ufficialmente il 2 maggio scorso, alle 9 del mattino», spiega il giovane promotore dell’iniziativa. «La scintilla che mi ha portato a coltivare il progetto di una libreria sociale è stata la lettura di un libro di Gino Strada e Roberto Satolli, intitolato Zona Rossa. L’argomento principale del libro riguarda la battaglia condotta dall’associazione umanitaria Emergency contro l’ebola, ma al di là della parte prettamente medica, che mi riguardava in prima persona, in quanto studente di Medicina e Chirurgia a L’Aquila, il mio interesse è stato risvegliato, in particolar modo, dal racconto su uno studio tedesco di un vecchio farmaco, inibitore del meccanismo che causava all’organismo umano il contagio del virus ebola. I medici di Emergency, dopo alcuni studi di laboratorio, avevano pensato di utilizzare il farmaco come base di un trial clinico, per sperimentare una possibile cura della patologia che stava mietendo vittime in tutto il mondo, ma l’Oms bloccò il trial per motivi che, ai più, risultarono incomprensibili».

Una lettura speciale per Matteo Paoletti, quasi rivelatrice. Perché dal preciso istante in cui le dita e gli occhi dello studente hanno sfogliato l’ultima pagina di un libro e di una storia da conoscere, il giovane si è sentito investito di un obiettivo tutto nuovo. «Studiare non basta. Questo è il primo insegnamento che ho tratto dalla lettura del libro Zona Rossa. C’è sempre un racconto nascosto, ci sono storie che si celano dietro i libri di testo che i docenti universitari ci assegnano esame per esame e c’è, poi, soprattutto, il nostro sacrosanto diritto di conoscerle», prosegue lo studente. Leggere è la chiave di volta, la formula per tradurre un meccanismo, quale quello societario odierno, «in cui spesso siamo tenuti all’ombra di scelte, non rivolte alla tutela della salvaguardia della gente comune, ma preoccupate a preservare gli interessi di chi detiene il potere».

È duplice l’obiettivo che si è preposto e proposto il giovane Matteo Paoletti. Il primo è proprio quello della condivisione, attività di cui, al giorno d’oggi, sembra essersi perso il valore originario. «Ciò che ho conosciuto e imparato io da una lettura, anche gli altri devono avere la possibilità di apprenderlo», precisa il giovane cassinate. «Leggere il libro ‘Zona Rossa’ mi ha fatto stare bene, quindi, ho pensato che avrei potuto trasferire un pizzico di felicità anche agli altri, semplicemente grazie a un plico di pagine. È proprio la cultura della condivisione che può far sì che si ricrei l’ossatura per una società migliore». Il secondo obiettivo della nuova libreria universitaria dell’Aquila è quello che, in un certo senso, rispecchia la funzione tipica di tutte le stanze, sparse per il mondo, in cui sono raccolti libri e volumi di storia, arte, scienza, filosofia e di tutti quei saperi trascritti su milioni di pagine bianche. «Diffondere quei valori e quegli ideali la cui conoscenza è imprescindibile nelle società di qualsiasi epoca storica».

Il piccolo ritrovo della cultura, quella libera e incondizionata, si trova nell’auletta dell’Udu D1 45, del polo blocco 11. «Nel corridoio a sinistra del gabbiotto della portineria, all’interno della terza aula a sinistra, una di quelle assegnate ai rappresentanti universitari, insomma». Queste le coordinate per l’appuntamento con la cultura che va oltre i canonici libri scolastici. Una cultura che, al momento, si compone di soli 4 libri. «Tre testi di Gino Strada, tra cui Zona Rossa, e un libro di Marco Travaglio, dal titolo ‘È Stato la mafia’». Un numero destinato a crescere ben presto, a tal proposito Matteo ci tiene ad aggiungere: «chiunque voglia contribuire a questo progetto è invitato a condividere con la libreria sociale e con i suoi visitatori i suoi libri, anche soltanto un testo da dare in prestito per un determinato periodo di tempo».

La speranza di Matteo è che le pareti dell’aula Udu D1 45 del blocco 11 si colorino presto di numerosi volumi a decorare le pareti. «Perché ciò vorrebbe dire che, nel mio piccolo, sarò riuscito a riportare un po’ di passione per la lettura e a risvegliare, inoltre, lo spirito di condivisione, almeno tra l’ambiente studentesco aquilano e non», conclude il giovane studente. Allora buona fortuna alla libreria sociale e a Matteo Paoletti, il moderno eroe dal mantello di carta stampata, che non si è limitato a sterili polemiche sull’andamento della società odierna, ma ha agito lungo la strada di una cultura, sulla quale non saranno mai troppi i passi compiuti.

 

 

Foto di: news-town.it

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