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La serenità dello stare assieme: a Cesaproba, ecco cosa accade dopo la tragedia

La magia di un piatto di pasta caldo al sugo, la bontà di una partita giocata a carte fra sconosciuti dell’ultima ora e la passione che si prova nel raccontare vecchie vicende legate all’esistenza quotidiana, oggi un poco scombussolata dalla follia del cielo e della terra.

Neve e terremoto. A Cesaproba, frazione di Montereale, 20 anziani del posto, fuggivi via dalle loro abitazioni, ancorché in piedi, hanno deciso spontaneamente di rifugiarsi, da due giorni, in un asilo della zona, adibito anche a luogo di culto. Due squadre della Protezione Civile di Tagliacozzo sono accorse in loro aiuto, sempre in base e secondo le direttive diramate dalla Sala Operativa regionale della Regione Abruzzo, per portare tranquillità e pace.

IMG_6259Il racconto della vita di tutti i giorni, in questo caso, si perde fra gli animi agitati dagli ultimi eventi tellurici e celesti. I volontari della Protezione Civile del nucleo tagliacozzano sono arrivati il 18 gennaio, nel bel mezzo della bufera.

I 20 anziani, ieri notte, non hanno dormito per la prima volta sulle panche di legno e sui bancali lì collocati, come si evince dagli scatti fotografici rubati dalla loro tranquillità del momento, ma su delle vere e proprie brande portate dal Comune di Montereale. La Protezione Civile, invece, si sta attivando per far sì che l’asilo di Cesaproba diventi una sorta di dormitorio sicuro per tutti i cittadini spaventati.

E’ in partenza, in queste ore, infatti, la terza squadra di Protezione Civile proveniente da Tagliacozzo, la quale porterà all’asilo di Cesaproba, altre brande fornite dai magazzini della Regione Abruzzo, in modo tale da arrivare a 25 posti letto disponibili. Le squadre di Tagliacozzo, quindi, permangono dislocate a Cesaproba, a portare soccorso e conforto agli abitanti.

In questo caso, più che il mero danno strutturale, ciò che fa male, è il danno psicologico e sentimentale, che torna a tormentare, dopo l’acume provato nel 2009, le giornate degli abruzzesi.

IMG_6257IL PRANZO INSIEME – Nella tragedia generale abruzzese, l’abbraccio familiare di affetto, in questo caso,ha avuto i contorni di un pranzo condiviso, ossia quello avvenuto ieri nell’asilo di Cesaproba. Il volontario Enzo (nella foto accanto, di spalle) ha preparato pasta al sugo per tutti, circa 40 persone. «Il suo passato da ristoratore – commenta Christian Rossi, responsabile del Nucleo tagliacozzano della Protezione Civile – ha agevolato non poco, ovviamente, la questione del cibo».

Una buona fetta di popolazione di questa piccola frazione di Montereale, abitata da circa 431 abitanti, quindi, ha deciso di spostarsi nell’asilo per qualche giorno, in attesa che venga spazzata via la ‘tempesta’. Sicuramente, la lotta alla solitudine, fra le scosse che continuano a sommergere i pensieri delle persone, può essere stata, a priori, una buona ragione per decidere, da parte degli abitanti, di non trascorrere più le ore notturne da soli. La strada di accesso alla frazione, comunque, che sorge a 1040 metri sul livello del mare, non è, per ora, bloccata dalla neve.

L’obiettivo primario della Protezione Civile di Tagliacozzo lì dislocata è quello di allestire 25 posti letto al caldo. Nella giornata di ieri, inoltre, anima della serenità è stata la volontaria Federica, «che – afferma il presidente della base di Tagliacozzo – ha intrattenuto gli anziani del posto con giochi di carte e passatempi vari. Non si sa quando potremmo tornare nella Marsica, anche perché è praticamente impossibile fare stime e previsioni certe sul futuro, che è, dal canto suo, molto incerto. La scossa dell’altro ieri, ad esempio, si è sentita bene: diciamo che sollevare adesso l’umore agli abitanti di Cesaproba è la nostra missione: la missione di chi fa volontariato esperto nelle emergenze. All’esterno, nevica e la temperatura è di – 1 grado centigrado, ma all’interno, il cuore riscalda più di un probabile focolare domestico».

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