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La pianista Silvia D’Augello chiude il festival dell’Altopiano delle Rocche

Il Festival “Officine Altopiano delle Rocche” è tornato tra le vie e gli scorci di Rocca di Mezzo e per la serata conclusiva ha deciso di omaggiare il talento di un peligno. L’opera “Confini” del noto compositore sulmonese Paolo Cavallone chiuderà la rassegna “Officina dell’Altopiano delle Rocche” in programma domenica 20 agosto, alle ore 18, a Rocca di Mezzo (L’Aquila). L’occasione è il concerto della pianista Silvia D’Augello, in programma nella Palestra polivalente di Rocca di Mezzo. La talentuosa pianista alterna la sua attività di interprete a quella di musicologa (si è laureata con una tesi su Giuseppe Scotese). Eseguirà “Giochi d’acqua a Villa d’Este” di Liszt, la “Ballata n. 1” di Chopin e alcune composizioni di autori contemporanei, repertorio in cui è particolarmente apprezzata: “4 Studi Diatonici” di Francesco Antonioni e, appunto, “Confini” (opera edita da RAI COM) di Paolo Cavallone. Silvia D’Augello ha da tempo in repertorio le composizioni di Paolo Cavallone. In particolare “Confini” era stata proposta lo scorso ottobre in un concerto all’Istituto Italiano di cultura di Parigi e successivamente anche al Macro di Roma al Festival di Nuova Consonanza. Come ha scritto Francesco Angelucci nella presentazione dell’opera «l’apertura estetica della musica del compositore Paolo Cavallone (Sulmona, 1975) è stata definita dalla critica come un marchio rivoluzionario. Dal confronto con la poliedricità del reale scaturisce l’esigenza di tradurne i vari idiomi che lo informano. Da qui, la possibilità e la necessità di inquadrare da diverse prospettive un unico “oggetto” interiore – e musicale – generando configurazioni differenti e, allo stesso tempo, complementari le une alle altre. Si inserisce esplicitamente in questo atteggiamento, in tale “poetica dell’attraversamento”, la sonata per pianoforte “Confini” (2006), la cui “apertura di senso” – in relazione sia alla percezione auditiva/visiva, sia al rapporto compositore/interprete – conduce il lavoro ad una rilettura del concetto classico di sonata».
Il Festival “Officina Altopiano delle Rocche” è rinato quest’anno grazie al contributo del CIPE Comitato interministeriale per la programmazione economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha istituito un bando per la ripresa culturale del cratere dei comuni terremotati. Pur in continuità con lo stile e l’impostazione delle precedenti “Officine” rocchiggiane, questo progetto, curato da Giovanni D’Alò, si distingue perché non riservato esclusivamente alla musica, ma anche ad altri temi quali il cinema, la scienza e l’attualità con l’obiettivo di fare di Rocca di Mezzo un luogo di cultura, di incontri e scambi di idee.

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