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Imprudente: “Su Fondi Psr Abruzzo sul pezzo”

Il vicepresidente della Giunta regionale: "Migliaia di vecchie pratiche ferme per errori e bug telematici che ne bloccavano l’iter sono state definite e liquidate"

“In merito alle affermazioni dell’ex assessore Dino Pepe sulla situazione dell’agricoltura abruzzese, lascia sorpresi la distorsione della realtà o, probabilmente, la pura e semplice mancanza di conoscenza di un argomento che sarebbe dovuto essere il suo pane quotidiano per cinque anni”.

Afferma il vicepresidente della Giunta regionale con delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente.

“Riguardo al bando Covid-19 per gli agricoltori, Pepe dovrebbe sapere che l’Abruzzo ha fatto la consapevole scelta di andare oltre la platea degli operatori agrituristici quali unici soggetti beneficiari della misura, distinguendosi rispetto alle altre regioni italiane e rischiando una linea in controtendenza nei confronti di Bruxelles; infatti, al bando hanno potuto aderire anche Pmi di trasformazione attive nei settori vitivinicolo, orticolo, olivicolo, del lattiero-caseario, della carne ovicaprina e del settore florovivaistico, con il requisito imprescindibile, sia chiaro, della perdita di liquidità causata dalla pandemia. Le somme residue certamente non andranno perse, anzi, siamo lieti di poterle utilizzare per altre misure in funzione anti-covid da emettere a breve”.

“Sul PSR abruzzese solo qualche dato: in poco più di un anno abbiamo erogato alle imprese agricole abruzzesi più di 110 milioni di euro, ossia quasi il 25% dell’intero budget messo a disposizione dell’Abruzzo per 7 anni, nei dieci mesi del 2020 i bandi PSR pubblicati sono undici per le misure legate agli investimenti, più tutte le misure a superficie annuali, per un totale di 20 bandi, tutti presenti sul sito della Regione, sarebbe bastato un click per informarsi, 6 ulteriori bandi sono pronti ed usciranno nei mesi prossimi entro marzo, come da cronoprogramma approvato ufficialmente e, anche questo, pubblicato sul sito”.

“Abbiamo dato una forte accelerazione alla spesa, moltiplicando le istruttorie di bandi, favorendo le anticipazioni dei contributi, creando fondi di garanzia regionali, rafforzando l’assistenza tecnica, riorganizzando la struttura, stipulando convenzioni con gli ordini dei periti agrari e, a breve, anche con gli agrotecnici, fino a riarruolare anche i pensionati”.

“Evidenzio anche che, grazie alla nostra insistenza e costanza, migliaia di vecchie pratiche ferme per errori e bug telematici che ne bloccavano l’iter sono state definite e liquidate”.

Ovviamente la pandemia ha creato molte difficoltà in merito a tutte le procedure connesse, obbligando tante aziende a chiedere proroghe per ultimare o iniziare i lavori, o inducendo le organizzazioni agricole a chiedere di posporre i termini per la chiusura dei bandi in essere e rinviare l’emissione dei nuovi bandi (vedi ad esempio gli agriturismi).

Sulla chiosa in merito a presunti “diktat romani, orticelli politici e tempi bui” credo che il consigliere Pepe abbia sofferto troppo nei suoi 5 anni da assessore della sindrome di Stoccolma da parte dell’ex governatore, e non si faccia capace del ruolo che l’agricoltura sta ora assumendo nel contesto regionale.

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