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Il calcio si spacca: professionisti avanti, dilettanti fermi

Il Consiglio Federale sancisce la ripartenza di A, B e C e lo stop ai dilettanti. La Lega Pro tuona: “Non possiamo tornare a giocare”. Domani prime proposte LND per promozioni e retrocessioni

Il presidente della FIGC Gravina arriva ad Avezzano

Il calcio dei dilettanti si ferma. L’ufficialità della sospensione definitiva dei campionati è arrivata al termine del Consiglio Federale di ieri, che ha sancito lo stop anche per calcio a 5 e tornei femminili, sia regionali che nazionali. La stagione 2019/2020 può dirsi già conclusa per Serie D, Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza Categoria. Una decisione inevitabile, giunta dopo la netta presa di posizione del presidente della LND Sibilia che aveva più volte sottolineato l’impossibilità di attenersi al protocollo per la ripresa adottato dai professionisti.

La battaglia dei dilettanti è ora puntata sull’immediato futuro: già domani il Consiglio Direttivo della Lega dovrà formulare proposte per promozioni e retrocessioni da presentare al Consiglio della FIGC. Non è da escludere una revisione del format dei campionati. Già nel corso del vertice di ieri, Gravina ha annunciato il riavvio del tavolo dedicato alla riforma dei campionati, tema già inserito nell’agenda federale e fortemente caro alla stessa LND. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva.

Dopo aver sciolto i nodi sugli organici si penserà alla data di inizio della stagione 20/21. Ma è ancora presto per lanciarsi in previsioni azzardate: il tutto verterà sull’evoluzione della curva dei contagi nei prossimi mesi. Necessario navigare a vista.

In questa delicata fase sarà peraltro fondamentale il dialogo con le Istituzioni, data l’”ecatombe” di club dilettantistici ipotizzata da Sibilia nei giorni scorsi.

Se i dilettanti si fermano, la FIGC ha decretato la ripresa per i campionati di A, B e C. Per la massima serie di lavora per tornare in campo il 13 giugno e fino al 2 agosto, data limite fissata dalla UEFA per la conclusione dei campionati nazionali. Per la B e la C ci sarà tempo fino al 20 agosto.

Ripartenza che soddisfa Serie A e B ma non la Lega Pro: “Quello che è uscito dal Consiglio federale non mi soddisfa per nulla – ha tuonato il presidente Ghirelli – La Serie C ha una sua evidente specificità nel campo professionistico, altrimenti non si capirebbe perché ci sono A, B ed appunto Serie C. Noi non siamo in grado di tornare a giocare, ce lo hanno detto anche i sessanta medici sociali, dovevamo fare gli ipocriti e non parlare il linguaggio della verità? Il calcio va veramente riformato nella sua cultura. Noi non siamo in grado di assicurare la certezza delle misure per salvaguardare la salute. Quello che si sa del nuovo protocollo ci porta a dire che sarà ancora più dura per i nostri club”.

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