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I ‘marsicanissimi’ Cunicoli di Claudio sulla TV nazionale: l’Italia vista ‘sottosopra’ su canale 23

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo; s’i fosse vento, lo tempestarei; s’i fosse acqua, i’ l’annegherei. Tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV, Cecco Angiolieri, noto paroliere di spirito e di spina dorsale robusta, contemporaneo di Dante, dedicò, nelle sue ‘Rime’, questi pochi versi in volgare ad un mondo che si voleva ‘sottosopra’. Eppure, il fuoco, il vento e l’acqua nulla hanno potuto, con il correre dei secoli, contro lo scudo della bellezza sempiterna, opposto dai Cunicoli di Claudio, vero e proprio monumento storico ad una società adulta, funzionante ed equilibrata. Il 19 dicembre prossimo, molto probabilmente, i Cunicoli saranno in prima TV sul canale 23 (Rai 5), ai fini di un documentario dal titolo di ‘Under Italy’, ossia il viaggio ‘sotto’ dell’Italia: un ciclo di incontri TV, dedicati e destinati ad una Penisola che, quasi mai, viene conosciuta a dovere, in superficie. I Cunicoli di Claudio, quindi, come non li avete (ed abbiamo) mai visti. Emblemi di ingegneria pazzesca, unici possidenti dei segreti di allora che, dopo tanti secoli, restano ancora qui, a raccontare sottovoce (e sottoterra) di una leggiadra grandezza umana.

 

14713701_10210388849824852_3846904682250324808_nLe riprese sono state effettuate qualche giorno fa, più precisamente il 19 ottobre scorso, nella Marsica. «La troupe, che è venuta da noi, ha ripreso sia il Fucino con l’utilizzo dei droni, sia l’armamentario storico dei Cunicoli. I reporter nazionali, cioè, hanno letteralmente carpito il nostro polmone agricolo, nel centro della pianura fucense. Probabilmente, avranno effettuato anche le riprese alle idrovore di Borgo Ottomila, qui ad Avezzano. Successivamente, tutta la scena TV è stata rapita da loro: i Cunicoli», dice Rocco Di Micco, presidente del Gal Terre Aquilane, intervistato. Partendo da Borgo Incile, i reporter di Rai 5 hanno dato testimonianza, con la loro telecamera, sia dell’opera ottocentesca avvalorata e fatta realizzare dal principe Torlonia, sia dei Cunicoli di Claudio (42-51 d.C.)  più propriamente detti, scendendo in basso attraverso il Cunicolo del Ferraro, sul versante orientale della montagna, che è stato reso fruibile recentemente grazie ad un colpo d’occhio (e di risorse) avanzato dal Gal. «Poi – continua il presidente nonché consigliere del Comune di Avezzano delegato alle cooperazioni internazionali – la troupe si è spostata a Capistrello: qui i Cunicoli trovano lo sbocco. Grazie all’emissario, le antiche acque del Fucino si buttarono nel Liri. Per questa operazione suggestiva ed inusuale al tempo stesso, ovviamente – racconta – abbiamo coinvolto anche tutti i primi cittadini delle varie zone di interesse. Gli operatori, però, non hanno prodotto interviste. Probabilmente, inseriranno, nel prodotto finale, una voce fuori campo che documenterà, passo dopo passo, tutte le riprese effettuate con i droni. Il documentario dovrebbe durate, in totale, un’ora e un quarto di tempo». La squadra di lavoro di Rai 5 si è basata, per effettuare nel migliore dei modi le riprese, sull’apporto del Gal Terre Aquilane e su quello del Consorzio di Bonifica del Fucino, con sede nel Parco Torlonia di Avezzano, nella persona del presidente Gino Di Berardino: «lui – afferma Rocco Di Micco – ha le chiavi dell’opera, oggi funzionante».

 

14691076_10210388848944830_5801141259777220975_nPresumibilmente, la puntata dedicata alle bellezze marsicane, verrà trasmessa e mandata in onda il 19 dicembre prossimo, data, però, ancora da confermare. I Cunicoli sono stati ripresi con i droni. «Questa storia di conoscenza più approfondita da parte della rete nazionale mediatica, ci ha gratificato molto. Ciò significa che, oltre Abruzzo, i nostri Cunicoli fanno ancora strada. Quest’opera è regina del nostro territorio: per l’anno venturo – continua Di Micco – abbiamo in cantiere splendidi progetti da far maturare intorno ad essa». Rai 5, quindi, va a pesca, attraverso lo zoccolo duro di questa trasmissione – fatta su misura di un’Italia che si conosce appena – di un mondo ignoto e misterioso. È l’archeologo americano Darius Arya – professore e direttore dell’Istituto Americano di Cultura Romana – che, in ‘Under Italy’, veste i panni di un Cicerone moderno, fra gli abissi di questo labirinto sotterraneo di verità di pietra. Da Roma a Napoli, fino a toccare il Gran Sasso d’Italia, il prof di Rai 5 darà modo, ai suoi telespettatori, di tuffarsi nelle emergenze storiche ed archeologiche sotterranee del territorio peninsulare odierno. La serie è un programma ideato e prodotto da FISH-EYE Digital Video Creation. Nella mente, si fa strada, vincendo, solo l’idea che ha le radici più profonde.

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