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I lavoratori invisibili del Laboratorio del Gran Sasso

Servizio controllo emergenze anticendio, Filcams Cgil: "Lavoratori e servizio a rischio"

Ai lavoratori DEI Laboratori nazionali del Gran Sasso è stato proposto un contratto “capestro in violazione del codice degli appalti, del capitolato di gara e della clausola sociale”.

Questo il motivo centrale del sit-in organizzato questa mattina davanti la sede dei Laboratori del Gran Sasso dalla Filcams Cgil.

LA NOTA COMPLETA

A mezzanotte è scaduto l’appalto per il servizio di controllo, delle situazioni emergenziali, del servizio antincendio e del servizio di controllo continuativo degli impianti tecnologici presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso.

I lavoratori addetti operano in regime di appalto da oltre 23 anni. Prestano servizio in uno dei luoghi più inaccessibili, delicati e sorvegliati del mondo. Tant’è che il luogo sottostà alle previsioni della Direttiva “Seveso III” sul controllo del pericolo degli incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose.

Ebbene, ad oggi ai lavoratori sono state proposte delle condizioni retributive e contrattuali assolutamente inaccettabili, in violazione della clausola di salvaguardia occupazionale, in violazione del codice degli appalti e in violazione del capitolato d’appalto.

Addirittura leggiamo proposte relative a voci di retribuzione al di fuori del montante contributivo e fiscale.

A lavoratori con una indiscussa professionalità ed esperienza acquisita in anni di duro lavoro nel sottosuolo, vengono proposte retribuzioni da fame e condizioni capestro, con l’aggravante di essere un appalto di un committente pubblico, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Dalla mezzanotte di ieri non sappiamo chi sta gestendo il servizio, non avendo accolto delle semplici richieste sindacali: applicazione del CCNL di settore, un giusto inquadramento contrattuale e le giuste retribuzioni che riconoscano le mansioni e le professionalità dei lavoratori.

Dalla mezzanotte di ieri, 15 lavoratori rischiano di essere 15 nuovi disoccupati, nonostante l’egregio servizio che hanno prestato per la nostra comunità per oltre 20 anni. A mezzanotte, un sito come i Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare sarà privato della competenza, della professionalità e dell’affidabilità di 15 lavoratori.

Torniamo a ribadire che le esternalizzazioni selvagge degli anni ’90 hanno fallito e continuano a dimostrare tutti i loro limiti, con una continua ed inesorabile contrazione di salario e diritti.

È ora di dire basta allo sfruttamento dei lavoratori (e del lavoro) negli appalti, alla disapplicazione delle previsioni normative e alla corsa al ribasso usando tecniche di dumping contrattuale e salariale che ci rifiutiamo di accettare.

Le committenze hanno l’obbligo di vigilare sulla giusta applicazione delle clausole sociali, sul rispetto rigoroso dei capitolati di appalto, sulla corretta applicazione del codice degli appalti e dei contratti di lavoro.

Questo appalto è solo la punta dell’iceberg che la Cgil sta provando a far emergere, ed è la dimostrazione lampante di quanto possa produrre un sistema che affonda le radici sulla contrazione cieca dei costi dei servizi pubblici, unita alla massimizzazione del profitto da parte degli appaltatori.

Chiediamo a gran voce la dignità dei lavoratori, un giusto salario e il rispetto della legge, nel primario interesse di un servizio essenziale e delicatissimo che da così tanti anni questi lavoratori prestano con spirito di sacrificio e di abnegazione. Considerando che tale servizio è a tutela e garanzia della salvaguardia della salute non solo dei lavoratori che prestano la loro opera all’interno dei laboratori, ma anche di una intera comunità.

Con i lavoratori, neanche un passo indietro sui diritti e sulla dignità!

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