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I 40enni di Trasacco ‘abbelliscono’ Piazza Matteotti ed omaggiano l’amico che non c’è più

Lo si capisce dalla fotografia. Di come sia bello giungere alla soglia degli ‘anta’, tremando di felicità assieme ai respiri dei compagni di classe di una vita. Lo si capisce dalla foto e dalla sua nitidezza, nonostante la notte, nonostante l’aria sfocata dintorno, nonostante qualche chilo in più (messo, magari, con gli anni) e nonostante le rughe. Ma sono proprio le rughe a dire quanto bello sia il tempo che cresce e che matura, nonostante tutto.

 

La stima, in fondo, viene fuori dalla fede. Fede nelle capacità proprie di un paese di riuscire a rigenerarsi da sé stesso e, partendo da sé stesso, di andare in avanti. A Trasacco, Comune marsicano dell’area fucense, esiste un’usanza di piccola data, ma di gran cuore. A partire dallo scorso anno, di fatti, la classe 1976, ossia i 40enni all’anagrafe, ha deciso di raccogliere fondi non per dar luogo ad una cena di comitiva e di rimpatriata, ma per donare quegli stessi fondi raccolti alla propria comunità di nascita e di appartenenza. Lo scorso anno, fu la volta del dono di una panchina, utilizzabile ancora adesso in Piazza Matteotti. Quest’anno, invece, è stata la volta di due alberi ornamentali, due Tassi piramidali, per esser più precisi. «Lo scopo della donazione al paese di questi due bellissimi alberi è nato in correlazione al progetto di arricchimento e modernizzazione di Piazza Giacomo Matteotti, foro umano principale di Trasacco. Anziché – afferma Francesco Meogrossi, fra gli organizzatori della sorpresa in formato città – darsi ad una cena classica, la generazione dei 40enni del 2016 ha scelto di comperare due simbolici doni verdi, che, da oggi in poi, potranno essere ammirati ai bordi della piazza stessa». Gli alberi sono stati presentati alla città, l’altro ieri sera, nella freddata di inizio inverno. Attorno, un primo accenno di buio e due fiocchi rossi in cima: quelli dei due Tassi piramidali. La serata si è conclusa, poi, con una pizza in piazza ed un fine cena consumato in un ristorante del posto. 105 sono i quarantenni che abitano tutt’ora a Trasacco, mentre altri 20 circa dimorano ‘fuori casa’, ma sono lo stesso originari del Comune marsicano.

 

foto-1Una piccola tradizione questa, dal buon cuore solidale, nata lo scorso anno, nel Comune del Fucino. La classe 1975, di fatti, regalò agli abitanti di Trasacco una panchina. «Noi, invece, – spiega Meogrossi – abbiamo optato per un ornamento urbano diverso. Inizialmente, avremmo voluto donare alla cittadina due Pini argentati, ma, poi, ascoltata qualche voce esperta, abbiamo propeso per questa specie arborea, poiché più resistente al nostro contesto climatico». Circa 700 euro il costo totale delle due piante, costo totalmente sborsato dagli oltre 100 40enni che, tutt’oggi, abitano a Trasacco. «Senza contare che, quest’anno, abbiamo dato luogo anche ad una commemorazione nei confronti di un nostro coetaneo che è scomparso diversi anni fa e che avrebbe compiuto proprio ora, nel 2016, 40 anni suonati. Lui si chiamava Emiliano Negri, in arte Teschio. Il lunedì di Pasquetta sarebbe stato il giorno del suo 40esimo compleanno: noi altri, a tal proposito, abbiamo organizzato una piccola cerimonia in suo onore». Questo, allora, il vero significato del termine ‘radici’. «A Trasacco, è innegabile l’attaccamento alla classe. Ora, è diventata anche una sorta di competizione goliardica fra le varie classi d’età che qui dimorano, per riuscire a dare quel tocco in più a Trasacco e per farsi ricordare dalle generazioni venture, in un certo senso. Anche se, alla fine, – conclude Meogrossi – si promuove il bene sommo della cittadina, che diventa, anno dopo anno, più bella».

 

foto-2Ci troviamo di fronte, allora, ad una specie di costumanza innovativa. Abbandonate le solite cene nei ristoranti, le classiche ‘pizzettate’ napoletane e le birre d’alto borgo, Trasacco, a partire dallo scorso anno, si auto-migliora da solo, regalandosi arredi urbani. «Oggi, – continua, infine, – termina un percorso incominciato da un anno, fatto di ricerche, adunanze e riunioni operative della classe del ‘76. Abbiamo cercato, uno per uno, tutti coloro che, quest’anno, avrebbero compiuto 40 anni, coinvolgendo anche coloro che vivono, oggidì, fuori dal paese. Siamo tutti ex compagni di banco, un po’ da libro ‘Cuore’ per intenderci. Chi è tornato a Trasacco, dopo tanto tempo, ha riscoperto qui vecchie amicizie e trovato nuove connessioni amicali», conoscersi e riconoscersi, insomma: belle anime lo si è, quando si prova a contare per qualcuno, anche se quel qualcuno non ci riconosce ancora. Mette il cappello simbolico alla manifestazione intima ed affettuosa, il sindaco di Trasacco, il dottor Mario Quaglieri che, da buon medico quale è, ha parlato di una medicina che fa bene, in merito a questa classe dei 40enni trasaccani che vuole, che può e che fa per la città. «L’Amministrazione comunale – dice – ha accolto ovviamente di buon grado questo gesto spontaneo da parte della cittadinanza. Si tratta di una bella tradizione, che è incominciata lo scorso anno, attraverso la donazione di un altro arredo urbano. Quest’anno si è rinnovata da sola: un’iniziativa, questa, che, speriamo, non finisca qui il suo corso. La Piazza, infatti, continua a crescere e a divenir sempre più bella sotto le mani curative dei suoi abitanti. Questo gesto è un segnale di partecipazione viva del cittadino al cammino generale del suo paese». I due alberi che troneggeranno, da ora in poi, sul dorso di Piazza Matteotti, figureranno, quindi, come specchi di una piccola città che cambia, che guarda in avanti, che litiga forse, a volte, ma che si riconosce anche spesso in quegli amici di sempre, incontrati, per la prima volta e per caso, all’ingresso di una scuola elementare. All’epoca in cui i cellulari avevano ancora le sembianze di quegli invisibili telefoni senza filo.

 

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