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Grandi Rischi, il sindaco di Cerchio punta i piedi e chiude tutte le scuole fino a data da destinarsi

Come a dire che, in questo caso, il sindaco abbia agito con l’unico potere forte in suo possesso, di fronte alla minaccia delle calamità naturali: chiudere baracca e burattini ed attendere una risposta lucida da parte dei cosiddetti ‘piani alti’. Sospensione di tutte le attività didattiche di ogni ordine e grado riguardanti la scuola dell’Infanzia, la Primaria, la Secondaria e la scuola di Primo Grado a Cerchio. La nota che pone una vera e propria serranda sugli edifici pubblici è stata diramata dall’Amministrazione comunale di Cerchio a firma del sindaco e prosegue adducendo che avverrà, a partire dalla giornata di domani, 24 gennaio, anche la sospensione di tutte le attività ordnarie del Comune di Cerchio, con la sola eccezione del Coc, ossia del Centro Operativo Comunale.

L’ordinanza in questione, emanata dal sindaco Gianfranco Tedeschi, ha valenza a partire da domani sino a data da destinarsi. «Che sia il prefetto, infatti, – afferma il sindaco, ascoltato dalla nostra Redazione – a decidere in maniera univoca per tutti i Comuni della Provincia la strada da intraprendere: ci deve essere una decisione superiore, a fronte dell’allarme lanciato dalla Commissione Grandi Rischi e rimbalzato dalla Protezione Civile».

Ma da cosa è scaturita questa decisione netta, la quale pare specchiarsi anche in una provocatoria presa di posizione nei confronti degli Enti superiori? «Fino a quando – dice il sindaco – non ci sarà un atto formale e univoco da parte della Prefettura e della Protezione Civile, valido, ovviamente, per tutta la Provincia, il quale avrà il compito di segnare e segnalare le linee guida di come comportarsi in questa situazione, io chiudo tutto. Voglio evitare di mettere a repentaglio la popolazione scolastica e non».

«Questa ordinanza non è una decisione, – continua – ma una costrizione dettata dall’esterno. Mi domando: cosa deve fare un sindaco di fronte a questa condizione? La Grandi Rischi e la Protezione Civile hanno fatto rimbalzare in ogni dove questa comunicazione choc sul futuro terremoto, veicolandola in tutti i Comuni d’Abruzzo: mi pare chiaro che, in teoria, ciò significhi che i sindaci sono avvertiti, punto. Noi, da parte nostra, siamo coscienti del fatto che abbiamo questa notizia sul piatto della bilancia. Ovviamente, io, da primo cittadino, non posso e non voglio lavarmene le mani, ma sono qui che cerco la soluzione migliore: alla fine, ho deciso di bloccare tutto, finché non mi si darà una risposta o una chiave di lettura più chiara e precisa». In questo modo, il sindaco di Cerchio Tedeschi ha, praticamente, deciso di custodire il suo spicchio di popolazione abruzzese, decidendo di evitargli qualsiasi contatto con qualcosa che non sia casa propria. A partire da domani, quindi, scuole chiuse ed uffici comunali chiusi.

«Ho scritto – afferma ancora – una lettera di mio pugno indirizzata alla Prefettura, questa mattina stessa. Mi auguro che il Prefetto mi risponda quanto prima, perché non è possibile rimandare tutto al fare di un sindaco: in questo momento i primi cittadini sono soli e nulla possono di fronte all’allarme. So solo che, da questa mattina, tutti i sindaci del nostro territorio hanno deciso di non accettare questa metodologia della Commissione Grandi Rischi, la quale fa rima con il lancio del sasso ed anche con il nascondimento della mano. Lanciano la preoccupazione, insomma, senza dire come poter o dover agire. In attesa che il Prefetto mi risponda, quindi, io chiudo le scuole e gli uffici. Non so se ho agito in maniera errata, fatto sta che credo di aver dato ascolto solo al mio buonsenso».

Domani mattina, a Cerchio, arriverà anche un ingegnere contattato dal sindaco in persona che avrà il compito di ipotizzare la risposta degli edifici pubblici di fronte ad una scossa di un terremoto di magniduto 7. Il sisma fa paura, ma l’azione, a discapito del passivismo, smorza l’immobilismo cieco e sordo.

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