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Grancia abbraccia il rito in onore di Sant’Antonio: tra benedizioni, antiche ricette e tradizioni

Si riaccende, per il terzo anno consecutivo, il fuoco sacro di Sant’Antonio a Grancia, frazione del Comune di Morino. La ricorrenza, che illumina gli angoli degli antichi borghi italiani e riempie gli spazi di animali, in attesa di ricevere la benedizione, è stata ormai cucita sul cuore degli abitanti del paese rovetano, da un gruppo di ragazzi del posto. Tre i giorni del programma festivo, curato proprio dal gruppo di Sant’Antonio di Grancia.

 

Gli eventi sul calendario festivo hanno aperto i battenti nel pomeriggio di oggi, venerdì 19 gennaio. Ad inaugurare i festeggiamenti un pomeriggio dedicato completamente ai piccoli del posto, allietati con una ricca e golosa merenda, condita da un divertente intrattenimento. Alle 19 e 30, invece, i presenti potranno partecipare alla festa, gustando la cena, a base di pizza, birra e panini, servita all’interno del grande tendone sistemato nella piazza principale del paese.

 

27017945_10204404439148538_798254221_oSabato alle 15 sarà di nuovo tempo di festa. Spazio alla tradizione culinaria, tipica del tempo che incornicia la giornata di Sant’Antonio. ‘Vino e ciamm’llitt’ recita la locandina, per i palati amanti delle ricette antiche ma che non passano mai di moda. A seguire l’intrattenimento musicale a cura di Domenico Calzetta, al ritmo della musica degli organetti. Alle 16, poi, ci sarà la Santa Messa con il rito che contraddistingue la festività di Sant’Antonio Abate, la benedizione degli animali, del sale e del fuoco. La festa proseguirà in serata come da programma, a partire dalle 19 e 30, quando sarà servita la cena a base di pasta e fagioli e panini farciti. Sullo sfondo della musica di Dante.

 

Il gran finale delle celebrazioni si svolgerà nella giornata di domenica 21 gennaio, quando si comincerà con la Santa Messa e la processione tra le strade del paese, prima di alzare gli occhi al cielo per lo spettacolo pirotecnico che saluterà tutti i cittadini. Sarà, ancora una volta, l’allegria la grande protagonista. Un’allegria che scalderà gli umori di quanti, da tre anni, si rimboccano le maniche per regalare a un’intera comunità tre giorni di eventi da trascorrere in compagnia, tra antichi piatti, vecchie usanze e qualche risata.

 

Quest’anno la ricorrenza avrà, però, un sapore particolare. Brucia ancora, infatti, sulla pelle, la perdita di una delle braccia più forti del gruppo di giovani organizzatori, Marco Di Fabio, scomparso l’estate scorsa. La tradizione continuerà, più forte di prima, anche e soprattutto per lui. Per chi non si è mai tirato indietro e ha contribuito a portare in mezzo a un’intera cittadina una grande festa. Tutto è pronto. Il fuoco, gli animali, il sale, le mani giovani del Gruppo di Sant’Antonio, per condurre in porto, ancora una volta, un’iniziativa nata per caso e fatta propria e di un’intera comunità.

 

 

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