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Furto e ricettazione di rame, 6 misure di custodia cautelare per cinque romeni e un italiano

Dalle prime ore dell’alba è in corso un’operazione condotta dai Carabinieri del Nor della Compagnia di Pescara per l’esecuzione di 6 misure di custodia cautelare, emesse nei confronti di cinque romeni e un italiano, indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e alla ricettazione di rame nelle province di Pescara e Chieti. Maggiori dettagli verranno forniti durante la conferenza che si terrà presso il Comando Provinciale Carabinieri di Pescara alle ore 11.00.

Aggiornamento delle 13:00

In carcere sono finiti due romeni residenti a Vasto (Chieti), Paun Ciprian, 31 anni, e Marian Sile Comardici, 30 anni. Ai ‘domiciliari’ e’ finito il ricettatore, Gianni D’Alessandro, 50enne di Spoltore (Pescara). Sono in corso invece le ricerche degli altri tre romeni componenti della banda. Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Gennaro Varone, hanno preso il via nel mese di giugno 2016, a seguito di un controllo da parte di una pattuglia in servizio di perlustrazione. In quella circostanza furono fermati tre romeni in via Raiale, a Pescara, nei pressi dell’ex cementificio, e trovati in possesso di arnesi atti allo scasso. Le successive indagini, portate avanti con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno accertato l’esistenza di un’associazione criminale dedita alla commissione di furti consumati in aziende delle province di Pescara e L’Aquila. Il materiale rubato veniva ricettato da D’Alessandro, titolare della ditta di smaltimento rifiuti non ancora ufficialmente attiva con sede a Miglianico (Chieti). In particolare, il 50enne si faceva consegnare cavi elettrici, per la maggior parte delle volte gia’ sguainati, e dopo averli pesati, provvedeva a pagare in contanti la banda. Singolare il modus operandi: i malviventi arrivavano in tarda serata nei pressi dell’ex cementificio e, mentre l’autista fungeva da palo, si introducevano all’interno della struttura e tagliavano i cavi di rame dall’impianto elettrico. Una volta asportati, i cavi venivano nascosti nell’area retrostante lo stabile per poi essere recuperati in un secondo tempo e portati al capannone di D’Alessandro. Le incursioni al cementificio sono durate qualche settimana fino a quando i carabinieri, accertato nel dettaglio il modus operandi, hanno deciso di intervenire. La notte del 19 settembre 2016, un equipaggio in borghese ha seguito a distanza i cinque romeni e li ha bloccati ed arrestati mentre stavano caricando il rame rubato. In quell’occasione, erano riusciti a rubare 47 matasse di rame per un peso complessivo di 560 kg e per un valore di mercato di circa 4000 euro. Ancora maggiore il valore complessivo di quanto recuperato nel corso delle indagini: circa 2 tonnellate di rame per un valore di circa 16.000 euro. I cinque successivamente sono tornati in liberta’, ma le indagini non si sono fermate e oggi sono scattati i nuovi arresti. I dettagli sono stati forniti in conferenza stampa dal maggiore Claudio Scarponi e dal tenente Antonio Di Dalmazii.

 

 

Fonte ASIpress

Foto di http://www.miolegale.it

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