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Furbetti del bonus, ecco chi sono: la lista

Al Nord il picco delle richieste

19 richieste da deputati e consiglieri regionali per il bonus da 600 euro destinato alle partite IVA in difficoltà a causa della pandemia. Questa mattina Il Messaggero ha pubblicato la lista dei “furbetti del bonus” evidenziando come il picco delle richieste arrivi dal nord Italia.

Nella lista spiccano le 12 richieste da esponenti della Lega, 2 dal Svp (Südtiroler Volkspartei, partito che rappresenta gli interessi dei gruppi linguistici tedesco e ladino dell’Alto Adige) e una da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Partito Socialista Italiano.

Ecco l’elenco.

Andrea Dara (Lega, deputato). «Lo ha chiesto mia madre», si è giustificato. Dara è un industriale del mantovano.

Elena Murelli (Lega, deputato). Consulente, 45 anni, di Podenzano (Piacenza) aveva definito il bonus “un’elemosina”.

Marco Rizzone (M5S, deputato). Genovese, classe 1983, ha un’impresa turistica. Laureato in economia, ha vissuto in Cina.

Diego Sarno (Pd, Piemonte). Ha detto che a chiederlo è stata la sua compagna ma che ora rinuncerà a seimesi di stipendio.

Franco Mattiussi (Forza Italia, Friuli). Albergatore, dice che ha «immesso» il bonus nei conti aziendali, separati dallo stipendio.

Arnold Schuler (Svp, Alto Adige). Importante esponente della Svp ha fatto domanda ma non hamai ricevuto il bonus.

Helmut Tauber (Svp,Alto Adige). ​Fa il ristoratore a Velturno. Come consigliere riceve 5.400 euro netti più i rimborsi.

Paul Kollensperger (Autonomo, Alto Adige). Molto noto in Alto Adige per le sue posizioni “anti-sistema” ha detto d’aver commesso un «grave errore». 

Ubaldo Bocci (Lega, Firenze). Ex manager, reddito di 277.000 euro. E’ stato candidato sindaco a Firenze per il centro-destra.

Gianluca Forcolin (Lega, Veneto). Vice di Luca Zaia in Veneto, fiscalista, di Musile del Piave, ha fatto domanda ma non ha avuto il bonus.

Moreno Pieroni, (Psi, Marche). Odontotecnico, ha ricevuto due bonus da 600 euro e li ha dati in beneficenza a tre Onlus.

Alessandro Montagnoli (Lega, Veneto). Ex parlamentare di Verona, ha sostenuto che il bonus lo ha chiesto la moglie a sua insaputa.

Alex Gallizzi (Lega, Lombardia). Fiscalista. Ha detto: «Non ricordavo, non mi sento in colpa se l’Inpsmi restituisce soldi che ho versato».

Alessandro Puggioni (Lega, Liguria). Commerciante di Rapallo, ha rinunciato a candidarsi: «Ho fatto una stupidaggine».

Ivano Job (Lega, Trentino). Ha una impresa di noleggio-sci e ha dichiarato d’aver messo i 600 euro «nei conti dell’azienda».

Stefano Bargi (Lega, Emilia). ​Ha detto: «Ho fatto domanda insieme agli altri due soci del mio locale. Pensavo non mi arrivassero».

Claudio Leone (Lega, Piemonte). Commerciante di Riverolo Canavese, sostiene che la sua domanda è stata fatta dal commercialista.

Matteo Gagliasso (Lega, Piemonte). Consulente immobiliare, una settimana fa ha restituito all’Inps i 1.200 euro ricevuti.

Riccardo Barbisan (Lega, Veneto). ​Consulente, ha dichiarato d’aver ricevuto 1.200 euro e di averli dati alla Pro-loco 

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