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Fondi sisma negati, Pietrucci inizia sciopero fame

Quella operata da Marsilio con il silenzio complice dell’assessore alle Aree Interne, Guido Liris, è una scelta che distribuisce danni invece di aiuti e che finisce per penalizzare tutta la regione

Il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la nuova Carta degli aiuti approvata dalla Giunta regionale abruzzese, che “escludere larga parte dei comuni del cratere dei terremoti 2009 e 2016-2017 a causa dell’inserimento di territori costieri”.

Pietrucci sta protestando nella sala consiliare di palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale abruzzese.

Spiega in una nota Pietrucci: “Chiedo semplicemente la convocazione di un Consiglio Straordinario alla presenza di tutti gli attori istituzionali coinvolti nella vicenda, affinché si possa comprendere il danno arrecato alle aree interne dell’Abruzzo e discutere come porre rimedio a un errore marchiano o se proseguire scientemente nelle decisioni dannose intraprese”.

LA NOTA

La nuova “Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” che individua le aree territoriali contigue che riceveranno benefici mirati per lo sviluppo economico ha visto, a seguito della pandemia, un cospicuo aumento territoriale per i parametri del PIL dovuti alla crisi e per accrescere le opportunità di sostegno economico: il tasso di copertura della popolazione abruzzese è quindi quasi triplicato, passando a oltre 720mila abitanti. Ci diremmo soddisfatti se non fosse che il presidente Marsilio non conosce la geografia della regione che amministra così come disconosce il confronto politico leale e trasparente.

Come ho denunciato, insieme ai colleghi Mariani e Pepe, in tutte le sedi possibili e sin dal novembre dello scorso anno, dal nuovo elenco sono esclusi infatti quasi tutti i Comuni dei crateri sismici, di fatto penalizzando realtà di grande valore produttivo, industriale e aziendale ricadenti nei crateri sismici che non potranno beneficiare della maggiore intensità di finanziamento data dalla Carta degli aiuti. Al contrario, realtà produttive che operano nelle aree “agevolate” di recente individuazione avranno solo teoricamente delle possibilità agevolative poiché non hanno risorse disponibili. Non è un caso che nella loro Programmazione sia dell’Umbria che delle Marche, la classe politica al governo di entrambe le regioni ha inserito per intero le aree dei crateri nella Carta regionale degli aiuti.

Quella operata da Marsilio con il silenzio complice dell’assessore alle Aree Interne, Guido Liris, è una scelta che distribuisce danni invece di aiuti e che finisce per penalizzare tutta la regione. Dopo ben due terremoti e una pandemia l’Abruzzo deve ora combattere con una giunta regionale cieca ai problemi sollevati dai consiglieri regionali, dai suoi sindaci e sorda alle soluzioni possibili prospettate.

Di recente ho anche presentato una interpellanza che deve essere ancora discussa.

Da oggi dunque sono costretto a iniziare, in Consiglio regionale, una forma di protesta non violenta, quale è lo sciopero della fame, per sensibilizzare la Regione Abruzzo, Giunta e Consiglio affinché avvii una discussione aperta con i Sindaci, il Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, le associazioni di categoria e tutte le istituzioni coinvolte nel processo di ricostruzione dei nostri borghi, sulla vicenda della Carta degli Aiuti.

Chiedo semplicemente la convocazione di un Consiglio Straordinario alla presenza di tutti gli attori istituzionali coinvolti nella vicenda, affinché si possa comprendere il danno arrecato alle aree interne dell’Abruzzo e discutere come porre rimedio a un errore marchiano o se proseguire scientemente nelle decisioni dannose intraprese.

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