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Fiom-Cgil, ancora ombre su vicenda LFoundry

“Chiederemo chiarimenti all'azienda in occasione dell'incontro al MISE”

Secondo FIOM-CGIL ci sarebbero ancora ombre sulla vicenda LFoundry.
Il sindacato sostiene, infatti, che ci sarebbe poco trasparenza sulla vendita dello stabilimento marsicano.

Il 29 luglio i vertici dell’azienda avevano diffuso una nota che recitava: “…ora LFoundry è posseduta al 100% da WUXI…”.

Eppure dagli atti camerali risulta che a oggi solo il 30% delle quote societarie sono di WUXI, mentre il 70% sono ancora di SMIC.

Dunque ancora è tutto da capire, e i sindacati si dicono sconcertati dalla mancanza di rispetto con la quale questo gruppo dirigente agisce nei confronti di lavoratori, organizzazioni sindacali, territorio e istituzioni, accuratamente tenuti allo scuro della reale operazione in atto.

Questa vicenda impone inevitabilmente una riflessione anche sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale in essere, il CDS (messo in discussione dalla sola FIOM-CGIL), di cui stanno pagando lo scotto solo i lavoratori.

I sindacati, infine, si chiedono per quale motivo l’ammortizzatore sociale è ancora in piedi e qual è l’uso che viene fatto delle risorse pubbliche derivanti dal CDS. Riguardo questi dubbi, FIOM ha annunciato che ne chiederà conto all’azienda in occasione dell’incontro presso il MISE in programma entro dicembre.

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