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Figli e figliastri anche nel calcio

Per l’amichevole del Napoli ammessi 1200 spettatori

Celano, il Pd sull’impiantistica sportiva

In tutti i tribunali nazionali si legge che “La legge è uguale per tutti”. E forse sarà anche vero, ma nel mondo dello sport e del calcio in particolare, proprio non è così.
Le disposizioni a carattere nazionale (almeno fino a ieri) prevedono che tutte le gare devono essere giocate a porte chiuse fino a nuove disposizioni, ma per l’amichevole giocata alcuni giorni fa tra il Napoli e L’Aquila, qualcuno ha consentito l’accesso di ben 1200 spettatori.
E allora forse è vero che in Italia si fa la legge, ma subito dopo si trova il modo per ingannarla, perché se è stabilito che tutti gli avvenimenti sportivi non possono contemplare la presenza del pubblico, chi ha concesso la deroga a questa amichevole?
Perché alle piccole società viene vietato anche il più piccolo incasso che per determinate realtà potrebbe rappresentare ossigeno puro?
Sarebbe bello se qualcuno si degnasse di rispondere a questa nostra domanda.

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