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Ecco la febbre del Nilo: 255 casi confermati in Italia

La Febbre del Nilo Occidentale, o West Nile Disease è una malattia che colpisce sia gli animali che l’uomo, trasmessa soprattutto dalla puntura di zanzare. Va sottolineato che il virus della West Nile non si trasmette da persona a persona. Il ciclo biologico coinvolge zanzare e uccelli che generalmente non mostrano alcun sintomo di malattia ma rappresentano il serbatoio dell’infezione.

L’infezione nei cavalli e nell’uomo, che sono ospiti occasionali non in grado di trasmettere il virus, provoca di solito sintomi clinici limitati a forme simil-influenzali.

Lo sviluppo di sindromi neurologiche nei casi più gravi (circa 1 su mille) possono essere letali: le forme gravi della malattia si manifestano, comunque, nelle persone anziane o con deficit immunitari.

Dal 2008 la presenza del virus è rilevata ogni anno in persone, animali e insetti in alcune Regioni italiane durante il periodo di attività delle zanzare, grazie ad un piano di sorveglianza attivo su tutto il territorio nazionale emanato dal Ministero della Salute e redatto con il contributo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ‘G. Caporale’ (IZSAM) e dell’Istituto Superiore di Sanità. Il piano integra le attività della sorveglianza veterinaria su uccelli, zanzare e cavalli a quelle della sorveglianza umana con l’obiettivo di individuare il più precocemente possibile la circolazione virale, in modo da adottare tutte le misure per ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo.

Come spiega il Direttore Sanitario dell’IZSAM, Nicola D’Alterio: «Il confronto con i dati relativi alla circolazione virale negli anni passati conferma che il 2018 e’ un anno eccezionale in Italia per il virus della West Nile, con un inizio precoce della stagione di trasmissione che ha raggiunto rapidamente il picco epidemico. Basti pensare che nei soli mesi di giugno e luglio il numero di positività confermate nelle zanzare dal nostro CESME è risultato 8 volte superiore a quello segnalato nel corso dell’intero 2017».

«Nel 2017 sono state 55 le persone colpite dal virus, tra queste 27 hanno sviluppato una sindrome neurologica – aggiunge la dottoressa Federica Monaco, responsabile del Laboratorio di Referenza OIE per la West Nile Fever dell’IZSAM, che continua – da giugno ad oggi il numero delle persone infette e’ di 255 casi confermati, di cui 103 nella forma neuro-invasiva che ha portato al decesso di 10 pazienti. La diffusione della Febbre del Nilo Occidentale e’ collegata al clima che influenza la presenza e l’abbondanza delle zanzare; le peculiari condizioni di temperatura e umidità registrate nei mesi primaverili potrebbero aver creato le condizioni dell’intensa circolazione virale».

Fonte: Asipress

Foto di: Il Tempo

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