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Eccellenza: il 5 marzo si decide per la ripartenza

Il Delfino Flacco Porto: "Non se ne faccia un problema economico. Decisione presa su aspetto sanitario"

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Quella appena iniziata sarà una settimana cruciale per il destino del campionato di Eccellenza. Venerdì 5 marzo è fissato il Consiglio Federale chiamato a sciogliere i nodi sulla ripresa dei massimi tornei regionali. La ripartenza sarà possibile solo nel caso in cui l’Eccellenza sarà equiparata alla Serie D, così come richiesto da molti club. Il Coni ha già dato il via libera riconoscendo l’interesse nazionale ma ha di fatto passato la palla alla Figc.

In Abruzzo sono L’Aquila e Avezzano a premere sulla ripartenza. La situazione contagi non lascia dormire sonni tranquilli: le province di Pescara e Chieti sono ancora in zona rossa a causa del boom della variante inglese del virus. Nelle province di L’Aquila e Teramo confermata la zona arancione ma i contagi sono in aumento: solo ieri 568 in tutta la regione, con il record di ricoveri in terapia intensiva (82).

Interessante riportare quanto comunicato dal Delfino Flacco Porto, formazione che condivideva con L’Aquila la vetta della classifica al momento della sospensione. “Quel che ci si aspetta dal consiglio federale del 5 marzo – si legge in una nota – è una decisione che tuteli la salute e il benessere psico-fisico di questi ragazzi con senso di responsabilità e senza ipocrisia. Continuiamo a rimetterci alle autorità circa la decisione se sia giusto riprendere o meno allenamenti collettivi e campionato”.

L’ importante è che non venga elevato a problema reale l’aspetto economico del rispetto del protocollo. La decisione va presa (o rimandata) tenendo conto dell’aspetto sanitario. Se è possibile riprendere sotto l’aspetto sanitario, sarebbe imbarazzante e difficile digerire che soli 2/3 mesi di attività non possano essere regolate economicamente tra le parti (governo ma anche solo federazione società e addetti ai lavori) tramite contributo possibile (federazione) e concertazione tra società e addetti ai lavori nel venirsi incontro per una ripresa che, se sanitariamente possibile, dovrebbe essere da tutti auspicata con fatti e gesti concreti che mantengano lo sport di queste categorie nel giusto compromesso tra professionalità e socialità”.

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