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Draghi atteso al Quirinale, i partiti si dividono

L'ex numero uno della BCE riceverà l'incarico da Mattarella. Veto del M5S, Pd aperto al confronto. Segnali di apertura da centrodestra

Draghi atteso al Quirinale, i partiti si dividono

Fallito il mandato esplorativo affidato al presidente della Camera Roberto Fico, il capo di Stato Sergio Mattarella ha convocato al Quirinale l’ex numero uno di Bankitalia e BCE Mario Draghi con l’obiettivo di dare vita ad un governo di “alto profilo” che possa contrastare la crisi sanitaria, economica e sociale.

Naufragata l’ipotesi di un Conte ter, il presidente della Repubblica proporrà a Draghi la formazione di un esecutivo tecnico che possa traghettare il Paese nella delicatissima fase di ripartenza, in cui la priorità sarà quella di gestire gli oltre 200 miliardi in arrivo dal Recovery plan.

Fallite le negoziazioni tra i partiti dell’ex maggioranza, Mattarella ha scartato l’ipotesi elezioni anticipate in quanto “il lungo periodo di campagna elettorale – e la conseguente riduzione dell’attività di governo – coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia”, ha detto il capo di Stato nel suo discorso al Quirinale.

“Allo stato attuale permangono distanze alla luce della quali non ho registrato unanime disponibilità per dare vita alla maggioranza”, ha detto il presidente della Camera Fico al termine del colloquio con il Capo dello Stato nel quale gli ha riferito del suo mandato esplorativo. Le parole di Fico – si legge sull’Ansa – arrivano dopo una giornata di altissima tensione sulla crisi di governo dopo le mancate intese su nomi e contenuti ai tavoli del programma e per la squadra di governo. Scambio di accuse tra gli ex alleati con Iv che, di fatto, arriva allo strappo finale. “Bonafede, Mes, scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”, ha scritto su Facebook il leader di Iv Matteo Renzi.

Chi non voterà per la formazione di un governo presieduto da Mario Draghi è il Movimento 5 Stelle: “Qualcuno ha deciso di anteporre i propri interessi, la ricerca delle poltrone, a quelli dei cittadini. – ha scritto il capo politico Vito Crimi – Il Capo dello Stato ha dovuto dunque prendere atto della situazione e intraprendere la strada più impervia, quella di un governo tecnico. Una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani.
Il MoVimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l’unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto – conclude – non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi”.

Si dice aperto al confronto il Partito Democratico, altro principale azionista del Conte bis: “Abbiamo fatto davvero di tutto per ricostruire una maggioranza, in un momento difficile. – ha scritto su Facebook il segretario Nicola Zingaretti – Il presidente Mattarella, che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di Governo. Da domani saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune del Paese”.

“Basta con questa pantomima indegna: l’Italia merita un governo solido che lavori unito per gli interessi della Nazione. La parola torni agli italiani”, è il commento del leader di FDI Giorgia Meloni, che ha aggiunto: “Rispondiamo che, in ogni caso, anche dall’opposizione ci sarà sempre la nostra disponibilità a lavorare per il bene della Nazione”.

Segnali di apertura arrivano dagli alleati Salvini e Berlusconi: “Non abbiamo pregiudizi sui nomi. Vogliamo ragionare di piano vaccinale serio, di taglio di tasse e burocrazia, di scuola, di rottamazione di cartelle, di cantieri da aprire, ovviamente con la prospettiva del voto”, ha scritto su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini.

Quasi scontato l’appoggio di Renzi e Italia Viva.

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