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Dopo 32 anni approvata dal Consiglio regionale la nuova legge sulla pesca

Dopo trentadue anni finalmente è stata approvata dal Consiglio regionale la nuova legge sulla pesca. A darne notizia l’Assessore alla Politiche agricole, caccia e pesca, Dino Pepe.

«È un passo avanti fondamentale – ha affermato l’assessore – si fa finalmente chiarezza in un settore che è sempre stato importante ma non valorizzato come avrebbe dovuto. La legge rivoluziona completamente l’approccio fino ad oggi avuto sull’attività alieutica dei pescatori, il mantenimento e la ricostituzione della funzionalità ecologica degli ecosistemi fluviali di cui la reintroduzione e il ripopolamento della trota mediterranea costituisce una priorità. Un’altra finalità è quella di avviare una corretta e sostenibile gestione della pesca».

L’ultima normativa sulla pesca delle acque interne risale al 1985. La nuova legge “Gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne della Regione Abruzzo” approvata oggi in consiglio regionale grazie al Presidente della III Commissione Agricoltura Lorenzo Berardinetti, ai firmatari della legge Lorenzo Sospiri, Alberto Balducci e Sandro Mariani, all’Istituto Zooprofilattico e a tutte le associazioni di pesca. Contiene importanti novità tra cui la semplificazione amministrativa. In particolare prevede l’eliminazione del tesserino di pesca. Con la nuova legge è sufficiente che il pescatore esegua il versamento per la concessione della tassa regionale e solo con un documento di riconoscimento può andare a pesca. La tassa di concessione resta invariata e non sono più necessarie le marche da bollo. Tra 18 mesi è necessario anche frequentare un corso di formazione che sarà attuato dalle associazioni dei pescatori. Inoltre, nessuna tassa di concessione è prevista per i diversamente abili, minori con età compresa tra i diciotto e i quattordici anni e per chi ha superato il settantesimo anno d’età. Viene istituito un organismo scientifico di supporto alla regione per la gestione del patrimonio ittico. Per garantire un adeguato supporto tecnico-scientifico alla gestione del patrimonio ittico e degli ambienti acquatici della regione, l’Istituto Zooprofilattico sperimentale per l’Abruzzo viene individuato dalla nuova legge quale organo tecnico-scientifico. Viene introdotto il tesserino ‘segnacatture’ che è obbligatorio per tutti i pescatori e servirà per gestire al meglio i ripopolamenti dei pesci; redazione della carta ittica regionale, entro 24 mesi dall’approvazione, strumento tecnico indispensabile per un gestione sostenibile per i corsi d’acqua. Infine, la nuova legge prevede la gestione del centro ittiogenico sperimentale dell’Aquila direttamente da parte della regione che servirà nel futuro a produrre il ceppo autoctono della trota da reintrodurre su tutti i fiumi abruzzesi. In questi giorni sono in corso le immissioni, circa 40 quintali, di trote nei fiumi abruzzesi. Vengono liberati capi ‘pronta pesca’ di alta qualità, di ceppo autoctono mediterraneo e di ceppo atlantico allevati nel centro ittiogenico sperimentale e di idrobiologia (CISI) del Vetoio, all’Aquila.

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