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Domani sarà la notte di ‘Una Amatriciana’: a Trasacco, 4 chef della Provincia cucineranno per Amatrice

Il menu del giorno? Solo ed esclusivamente pasta all’Amatriciana, condita da una spolverata leggera di solidarietà sul sugo rosso cuore e da un pizzico di altruismo in più, mediamente piccante. La Federazione italiana cuochi di valenza provinciale, infatti, guidata dal presidente Dario Del Signore, ha deciso, per la giornata di domani, di partecipare alla manifestazione sensibile e di solidarietà per Amatrice, dal titolo di ‘Una Amatriciana’ (da ‘ama’, voce del verbo ‘amare’ accostato al nome di Amatrice), ossia una vera e propria campagna di raccolta fondi promossa dalla Croce Rossa Italiana ed abbracciata, in questi giorni, da tutte le maggiori cucine d’Italia. «La Federazione italiana cuochi nazionale, infatti, sta lanciando, in queste ore – spiega Paola Quaglieri, chef e vicepresidente della Federazione culinaria aquilana – un’azione di reperimento fondi a favore della città del silenzio d’Italia, ossia Amatrice, completamente rasa al suolo dal Terremoto, vendendo piatti di amatriciana solidale ai turisti ed ai passanti. Noi del livello provinciale, però, a seguito di questo moto d’animo comune, abbiamo deciso di promuovere, anche nella Provincia dell’Aquila, questa importante raccolta fondi, ma in una maniera del tutto esemplare: volendo dare il tutto per tutto, infatti, abbiamo deciso di consegnare il ricavato completo dei pasti venduti, al costo di 5 euro cadauno, e non solo una parte di esso, alla popolazione terremotata di Amatrice». E questa splendida manifestazione di popolo e di piazza avrà luogo proprio a Trasacco, in quanto, qui abitano ben due esponenti della Federazione cuochi provinciale, ossia la vicepresidente ed un consigliere del direttivo.

La scelta del 100% solidarietà è stata decisa da Paola Quaglieri in primis, chef de ‘Il Granaio’, ristorante locale di Trasacco di fama, in collaborazione ed in concerto di idee con il presidente della Federazione cuochi provinciale, ossia Dario Del Signore. Paola, quindi, assieme ad altri tre cuochi della Provincia aquilana, devolverà l’intero ricavato in denaro a chi, oggi, ne ha più bisogno. Secondo i dettami della campagna, infatti, dovrebbero essere i ristoranti stessi a farsi portavoce di questo messaggio sociale, vendendo, nei loro locali, l’amatriciana della solidarietà e devolvendo unicamente 2 euro, per ogni singolo piatto, alla popolazione di Amatrice. La Federazione cuochi di carattere provinciale, invece, dal canto suo, ha optato per una scelta diversa, ossia per un concerto culinario di Piazza, nell’agorà più importante del paese, dedicata al martire San Cesidio. Quattro esperti cuochi, infatti, cucineranno all’aperto il piatto del giorno, che è un tutt’uno con la passione umana. «La scelta è ricaduta su Trasacco – specifica Paola Quaglieri – per via del fatto che questi sono i giorni dei festeggiamenti patronali, dedicati alle due figure apicali religiose del paese, quali San Cesidio e Rufino. Questa congettura temporale, ha sempre condotto, a Trasacco, un movimento turistico eccezionale. Noi cuochi sfrutteremo, quindi, proprio il senso goliardico e  unitario di questa ricorrenza, per far sì che l’affetto e l’effetto verso Amatrice non siano solo fatti di parole, ma anche di carta». Il bar ‘La Basilica’ darà l’appoggio logistico necessario alla squadra di chef della zona. Nutrirsi, quindi, di attaccamento ai valori indispensabili di un essere umano, come quello del diritto ad una vita tranquilla e serena, gustando, fra le ombre di una piazza di paese, un’amatriciana cucinata in un piatto un po’ diverso: questo il senso della manifestazione trasaccana.

Due chef dell’Aquila, quali Marco Marinucci e Shoje Dariush (nome d’arte), campione nazionale di Taglio, vincitore della medaglia d’oro a Bologna, tornato dalla Spagna proprio per dare man forte a questo progetto, accompagnati dai due chef di Trasacco, Paola Quaglieri e Giuseppe Sequino, titolare del ristorante ‘A Casa Mia’, dalle ore 19 in poi di domani, quindi, metteranno mano ai piatti della tradizione romana. «L’estro della cucina – afferma, infine, Paola – è sempre stato legato, nella storia d’Italia, a scopi ben maggiori rispetto al ricevere un semplice complimento a tavola, stando comodamente seduti. Quando si cucina con la contentezza nel cuore, infatti, quando si sa di preparare dei piatti unici, importanti e di valore immenso umano, è proprio allora che il cuoco dà il meglio di sé. Vi aspettiamo tutti, domani sera, a Piazza San Cesidio, a Trasacco, per abbracciare ancora più forte coloro che, con coraggio e con fede, stanno or ora sopravvivendo alla drammatica scia ed esperienza del sisma». La cucina della beneficenza è partita. Piatti solidi, profumati, che sovrastano l’odore acre delle macerie: la ricostruzione, soprattutto quando è spirituale, potrebbe anche ripartire da un caldo piatto di pasta.

Foto: Ansa.it

 

 

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