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Covid, verso l’aumento dei casi dell’autunno

Trend in aumento in tutte le Regioni da diverse settimane. in Italia, riscontrati nell'ultima settimana di monitoraggio, 2280 focolai attivi, di cui 691 nuovi.

A partire da giugno, probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno, in Italia, c’è stato un leggero ma costante incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto. Così si legge sul sito del Ministero della Salute.

Nel periodo che va dal 20 agosto al 2 settembre, quindi in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 in tutte le Regioni.

Il 37% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 31% nell’ambito di attività di contact tracing.

I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (5%). Quindi, complessivamente, il 68% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e alla indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti.

Il virus oggi circola in tutto il Paese. Dieci Regioni dello Stivale hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati da stato estero.

In quasi tutte le regioni continua ad essere segnalato un numero elevato di nuovi casi e si osserva sostanzialmente un trend in aumento da diverse settimane.

Focolai sono riportati nella quasi totalità delle province riflettendo una circolazione del virus su tutto il territorio italiano. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che nel Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è sempre più rilevante.

Rispetto alle due settimane di monitoraggio precedenti, in quasi tutte le Regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata potrebbe riflettersi a breve tempo in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati.

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